Protagonisti del mese, Scelte del mese

23 aprile 2012 | 9:47

Valori da spendere sul mercato

Innovazione produttiva, reputazione sociale e comunicazione sono le leve che utilizza Unilever per far fronte alla fibrillazione dei consumi.
Come convincere i consumatori depressi e impoveriti, come competere con prodotti della concorrenza, come sopravvivere al caos del mercato, all’incertezza della politica, alla fragilità  delle strutture finanziarie del nostro Paese e dell’intera Europa? È l’arduo compito affidato a Paolo Radi, da febbraio vice president Brand building and category marketing (tradotto: responsabile del marketing, dei media e delle politiche commerciali) del gigante Unilever Italia, costola della multinazionale presente in ben 170 Paesi nel mondo. Ravennate con il cuore inchiodato nella sua città  d’origine, trentacinque anni, in Unilever dal 2006 – per tre anni si è occupato della politica commerciale del grocery, poi è diventato vice presidente della parte out of home, quindi marketing ed eventi nel fuori casa nel 2009 e dopo tre anni ha preso il brand building, media e politica commerciale per tutto il portafoglio grocery – Radi si trova a governare una parte importante del business. “Mi permetta di qualificare meglio la situazione”, dice. “Da un punto di vista di consumi e di mercati le categorie in cui noi competiamo sono tante, oltre una ventina. Siamo in una parte rilevante del fast moving (i beni di largo consumo, e cioè prodotti di consumo che hanno una frequenza di acquisto molto elevata e un prezzo relativamente basso: ndr), ossia spaziamo da prodotti freddi come i gelati Algida, Carte d’Or, a prodotti ambient come Calvé, Knorr, Lipton, a prodotti per la cura della casa (Cif, Coccolino, Svelto, eccetera: ndr) e della persona (Mentadent, Dove, Clear, Sunsilk, Fissan, eccetera: ndr). In questi mesi, è vero, stiamo assistendo a un rallentamento dal punto di vista dei trend di mercato rispetto al 2011. La tendenza del consumatore – oggi più di ieri – non è comprare meno per atto di acquisto, ma fare qualche atto di acquisto in meno”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 427 – aprile 2012