Cinema, Editoria

24 aprile 2012 | 9:49

CINEMA: MOORE, DOCUMENTARI SONO NUOVO GIORNALISMO INCHIESTA

INTERVISTATO DA S.SARANDON AL TRIBECA CONFERMA APPOGGIO A OBAMA

(ANSA) – NEW YORK, 23 APR – “I documentari hanno rimpiazzato il giornalismo investigativo”. Sono le parole del regista Michael Moore durante un insolito dibattito al Tribeca Film Festival sul tema ‘documentario’ con l’attrice Susan Sarandon nelle vesti di intervistatrice. “Oggi c’é un problema con i mezzi di informazione – continua Moore – con il giornalismo che si concentra poco su ciò che accade, si fa poco lavoro d’indagine e alla fine i documentari hanno colmato il divario. Fanno ciò che non fanno i giornali”. Con grande ottimismo ha poi detto che nonostante ci siano problemi legati alla difficoltà  di distribuire documentari, quando si fa un buon lavoro alla fine si riuscirà  a portarlo davanti al pubblico. “In questo aiuta anche internet” – ha specificato. L’argomento ‘documentari’ è poi subito passato in secondo piano e trattandosi di due personaggi, dichiaratamente di sinistra, impegnati come attivisti in diverse battaglie sociali, la discussione ha subito preso una piega politica. Sul piatto subito l’attuale campagna per l’elezione del presidente degli Stati Uniti a novembre. Moore ha denunciato il generale livello d’ignoranza nel paese che consente a milioni di persone di credere a tutto ciò che gli si dice. E riguardo ai ‘gusti’ degli elettori: “E’ incredibile – ha detto – quante persone voteranno per Mitt Romney (candidato repubblicano, ndr) anche se non gli piace pur di non vedere Barack Obama rieletto presidente. Tuttavia sono ottimista e credo che il presidente ce la farà . Sono anche sicuro che la prossima generazione raccoglierà  i frutti di questa amministrazione e farà  di questo paese un mondo migliore”. Visto il loro impegno politico nella vita e nei film, sia Moore che la Sarandon hanno l’uno ammesso di essere terrorizzato per le conseguenze quando tratta di certi argomenti, l’altra ha detto di essere stata intercettata e che di recente le è stata negata l’autorizzazione per visitare la Casa Bianca. In tema di intercettazione, Moore ha detto inoltre che il ‘Tabloidgate’ della Gran Bretagna arriverà  presto anche negli Stati Uniti e investirà  l’emittente Fox News. Il messaggio finale di entrambi é stato quello di unirsi al movimento di Occupy Wall Street. “Non c’é bisogno di dormire a Zuccotti Park – ha spiegato il regista di ‘Fahrenheit 9/11′ – OWS ha centrato il problema. Oggi abbiamo una classe politica che è la copia della copia della copia della copia e che chiede di essere rieletta. E poi bisogna togliere i soldi dalla politica”. “Andate tutti il primo maggio – ha invece chiuso la Sarandon – al grande raduno di Occupy Wall Street”.