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24 aprile 2012 | 16:53

RAI: DI PIETRO A ZAVOLI “SU CDA TUTTO TACE, AVVIARE DISCUSSIONE”

ROMA (ITALPRESS) – Oggi il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato una lettera aperta al senatore Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi pubblici radiotelevisivi, per sollecitare il dibattito sulle modalita’ di selezione dei candidati per il Cda Rai, scaduto ormai da un mese.
Il testo della lettera e’ disponibile anche sul blog www.antoniodipietro.it.
“Caro Presidente, il Consiglio d’Amministrazione Rai, scaduto ormai da un mese – scrive Di Pietro nella lettera -, continua a governare grazie a un inaccettabile regime di prorogatio, che mantiene al comando dell’azienda uomini e donne, nominati nell’interesse dell’on.Berlusconi e della sua maggioranza. Fino ad ora nessuno ha mosso un dito. Governo e Parlamento hanno lasciato trascorrere il tempo senza che nulla accadesse. Nessuna discussione e’ stata aperta sulla riforma dei meccanismi di nomina dei vertici Rai. Nessun tentativo e’ stato fatto, in assenza di una riforma della legge Gasparri, per innovare, almeno, nel segno della trasparenza, le modalita’ di individuazione e selezione dei candidati per il Cda. Siamo di fronte a un vuoto d’iniziativa grave e preoccupante che lascia alla guida dell’azienda un vertice privo di autorevolezza e di legittimazione democratica. I danni che il protrarsi di questa situazione puo’ provocare sono enormi, come sono evidenti i vantaggi che possono derivarne per la concorrenza privata”.
“La Commissione che Lei presiede ha, in virtu’ delle leggi vigenti, una particolare responsabilita’. Certamente non la responsabilita’ di cambiare la legge, ma sicuramente quella di provare a cambiare, con la tempestivita’ che la situazione richiede, almeno le modalita’ di nomina – prosegue Di Pietro rivolgendosi a Zavoli -. Da piu’ di un mese, il mio partito ha depositato in Parlamento una mozione per evitare che la Commissione parlamentare di vigilanza si limiti a ratificare, in silenzio, le decisioni prese nei conciliaboli riservati di partito o di governo. L’IdV Le chiede, in analogia a quanto avviene nel Parlamento europeo per le nomine piu’ importanti, di consentire, a quanti ne abbiano i requisiti di legge, di depositare presso la Commissione la propria candidatura e il relativo curriculum professionale, ma anche di attivare audizioni pubbliche dei candidati per verificarne l’effettivo possesso delle qualita’ d’indipendenza, competenza, professionalita’ e di assenza di conflitti di interesse. Tutto cio’ e’ possibile a legislazione e Regolamento vigenti – conclude l’ex pm -. L’Idv pensa che la trasparenza massima del procedimento di nomina sia la forma concreta per far si che l’invito ai partiti e al Governo a fare un passo indietro, non sia una vuota giaculatoria”.
(ITALPRESS).