TLC

26 aprile 2012 | 9:44

TLC:UNBUNDLING,BRUXELLES NON ESCLUDE PROCEDURA CONTRO ITALIA

COMMISSIONE POTREBBE BLOCCARE AGCOM DA APPLICAZIONE PER 3 MESI

(ANSA) – BRUXELLES, 25 APR – La Commissione europea “non esclude” una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sulla questione dell’accesso disaggregato all’ultimo miglio della rete Telecom: lo ha indicato all’ANSA Ryan Heath, portavoce del commissario Ue responsabile per l’Agenda digitale, Neelie Kroes, riferendosi all’emendamento sull’unbundling, ovvero l’accesso alla rete ed i relativi servizi accessori. “La Commissione sta monitorando attentamente gli emendamenti introdotti di recente in Italia relativi all’unbundling dei servizi accessori nella fornitura all’ingrosso di prodotti di accesso alle reti fisse – ha sottolineato il portavoce in una risposta scritta -. In questo contesto, la Commissione ha chiesto chiarimenti alle autorità  italiane per valutare la loro compatibilità  con la normativa europea. Se la Commissione non sarà  soddisfatta delle spiegazioni fornite, potrebbe considerare di aprire una procedura formale contro l’Italia, con l’invio di una lettera di messa in mora”. La Commissione sta inoltre monitorando l’applicazione dell’emendamento da parte dell’Agcom, ha proseguito Heath. Qualora la Commissione abbia “seri dubbi” sulla compatibilità  dell’emendamento con il diritto comunitario, “aprirebbe una cosiddetta indagine di seconda fase in base all’Articolo 7.a della Direttiva Quadro – ha spiegato il portavoce -. Questa misura potrebbe impedire all’Agcom di applicare l’emendamento per un massimo di tre mesi, finché la Commissione, l’Agcom e il Berec (l’organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche) individuino le misure più adeguate ed efficaci”. “Agcom è vincolata dal quadro normativo comunitario sulle comunicazioni elettroniche, come ogni autorità  nazionale di regolamentazione o di altra autorità  degli Stati membri – ha concluso Heath -. In particolare, essa deve notificare alla Commissione le misure attuate ai sensi della Direttiva Quadro. Inoltre, l’Agcom deve imporre misure correttive che siano basate sulla natura del problema evidenziato, che siano proporzionate e giustificate alla luce degli obiettivi stabiliti dall’Articolo 8 della Direttiva Quadro, e solo dopo aver realizzato un’approfondita analisi di mercato”. (ANSA).