Comunicazione

27 aprile 2012 | 12:55

Rai: Di Pietro, il governo alza bandiera bianca sulla riforma

(ASCA) – Roma, 27 apr – ”L’Italia dei valori continuera’ a battersi per togliere dalle mani del governo la proprieta’ della Rai e sottrarre dai tentacoli del Parlamento il potere di nomina del Cda. Lo ripetiamo da tempo: proprieta’ e potere di nomina devono essere messe in capo a una Fondazione che sia espressione degli abbonati e delle strutture organizzate, dei movimenti della societa’ civile e delle istituzioni che operano nel campo della cultura, dell’informazione, della ricerca, dell’Universita”’, scrive Antonio Di Pietro in un post pubblicato sul sito del suo partito. ”Passano le settimane, i mesi – aggiunge – e l’immobilismo e l’impegno dell’esecutivo a non cambiare nulla delle vecchie regole spartitotorie e’ sempre piu’ evidente”. Prosegue il leader dell’Idv: ”La riforma della Rai resta un miraggio perche’ nessuna discussione e’ stata aperta sulla riforma dei meccanismi di nomina dei vertici aziendali. Il governo tecnico, quello che diceva di tirare dritto senza guardare in faccia nessuno, ha alzato le braccia e si e’ arreso a Berlusconi e ai suoi interessi, senza toccare il potere che il Pdl, azionista di maggioranza dell’esecutivo, detiene nell’informazione e nell’industria culturale televisiva. Insomma, la Rai ha perso l’ennesima occasione per disintossicarsi dalla dipendenza dai partiti, dal governo e dai conflitti d’interesse”. Conclude Di Pietro: ”In attesa di una riforma seria, l’unica strada percorribile per tentare di cambiare le cose e’ quella della trasparenza. La commissione di Vigilanza Rai non deve essere soltanto il luogo dove si ratificano senza discussione decisioni prese nei vertici riservati dei partiti e del governo. Il ministro Giarda ha promesso che rendera’ pubblici i curricula professionali dei candidati di competenza dell’esecutivo e ha invitato la commissione di Vigilanza a fare altrettanto. Noi chiediamo qualcosa di piu’. Chiediamo che sia consentito a tutti coloro che ne hanno i requisiti di presentare la loro candidatura e di sottoporsi ad audizioni pubbliche per verificare la rispondenza dei curricula ai criteri di competenza, indipendenza, di autorevolezza e di assenza di conflitti di interesse”.