Televisione

02 maggio 2012 | 10:08

RAI: CODACONS, RIENZI SI CANDIDA A PRESIDENZA

(AGI) – Roma, 2 mag. – Pur apprezzando la politica dell’attuale Dg della Rai che ha sposato alcune battaglie secolari degli utenti come la produzione interna dei programmi, il taglio dei cachet ai “supervip” che poi altro non sono che calciatori in disuso e simili, e la ricerca di nuovi programmi e rapporti con l’utenza, il Codacons ritiene che non si possa decidere nulla senza l’apporto dei principali fruitori del servizio pubblico, ossia gli utenti. Per tale ragione, con una diffida inoltrata oggi ai vertici della Rai, ai membri del CdA e al Ministero dell’Economia, Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno chiesto di poter partecipare, in rappresentanza della categoria dei teleutenti, alle prossime assemblee dei soci previste per il 4 e l’8 maggio. E se la richiesta non verra’ accolta, la delibera di approvazione del bilancio Rai potrebbe essere addirittura impugnata al Tar del Lazio. E intanto dopo Santoro e Freccero, i cui curricula il premier Mario Monti ha accettato con piacere, anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha inviato al presidente del Consiglio e al ministero dell’Economia la propria candidatura alla carica di presidente Rai. (AGI) red/Cav (Segue)
(AGI) – Roma, 2 mag. – Per quanto riguarda gli annunciati tagli al bilancio, il Codacons chiede una maggiore riduzione degli sprechi e il reintegro effettivo al lavoro di decine di giornalisti e dirigenti che prendono lo stipendio senza fare nulla, oltre che il totale rinnovamento dei canali Rainews e Isoradio o la loro chiusura immediata. L’associazione critica anche la pervicacia con cui si mantengono in piedi trasmissioni come quella di Luisella Costamagna su Rai3, che raggiungono “uno share sotto i minimi di soffocamento chissa’ per quali debiti di chi…”.
“Si vede che Monti, proponendo presunti tecnici alla Direzione generale e al Cda, vuole dare anche la Rai alle banche e a Confindustria, con la scusa di sottrarre l’azienda alla lottizzazione politica e al Parlamento – afferma Carlo Rienzi – Ma si tratta di una grande bestialita’ oltre che di una affermazione ignorante: infatti se la legge prevede la “lottizzazione” e’ proprio perche’ la Rai, rivolgendosi a tutti, deve avere la voce di tutti, di sinistra come di destra o di centro. Dare la tv di Stato in mano a rivoluzionari dai pingui contratti come vorrebbe Santoro, o a tecnici come auspica Monti, non significa rendere la Rai indipendente, ma trasferirla dal padrone Parlamento al ben piu’ pericoloso padrone “partito dei faziosi o dei banchieri”, conclude Rienzi.