Televisione

02 maggio 2012 | 11:49

RAI: CALABRO’, SOLO MORTI HANNO VISTO FINE DIBATTITO SU AZIENDA

(AGI) – Roma, 2 mag. – “Solo i morti hanno visto la fine del dibattito sulla Rai”. Da fine studioso non solo di materie giuridiche e amministrative, Corrado Calabro’, presidente uscente dell’Agcom, non manca di ricorrere a una frase apocrifamente attribuita a Platone – “solo i morti hanno visto la fine della guerra” – per dire che l’argomento Rai era dominante all’inizio del settennato di mandato e tale e’ rimasto in questo periodo e ancora lo sara’. “Nei limiti della propria competenza, l’Autorita’ – ricorda Calabro’ – ha tentato di promuovere una riforma della Rai che la svincolasse dalla somatizzata influenza politica e ne reimpostasse l’organizzazione con una governance efficiente, una migliore utilizzazione delle risorse e la valorizzazione del servizio pubblico”. Il presidente dell’Agcom ricorda che nella risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2010 sul servizio pubblico di radiodiffusione nell’era digitale si invitano gli Stati membri a definire la missione delle emittenti di servizio pubblico “a prescindere da considerazioni prettamente commerciali o da influenze politiche”. (AGI) Vic (Segue)
(AGI) – Roma, 2 mag. – Peraltro – dice ancora – tale ambito si evolve continuamente verso nuove sfide e potenzialita’ nell’era digitale: in tal senso gli Stati membri sono invitati a prevedere sufficienti risorse per permettere alle emittenti incaricate di servizio pubblico di sfruttare le nuove tecnologie digitali, garantendo al grande pubblico un’offerta accessibile di contenuti on line attrattivi e di qualita’ su tutte le piattaforme disponibili. E il servizio pubblico radiotelevisivo “puo’ dare un importante contributo per ridurre la frattura digitale e migliorare l’alfabetizzazione mediatica del Paese”. Si trattava – da parte dell’Agcom – di “proposte misurate e, in quanto tali, a nostro avviso praticabili, che abbiamo rilanciato anno dopo anno”. Ma – constata amaramente il presidente dell’Authoriy – “sono state proposte che hanno subito la sorte di tutte le altre”. E cosi’ a parte il ricorso a Platone, Calabro’ titola non a caso “Rai forever” il capitoletto che nella sua relazione d’addio e’ dedicato al servizio pubblico.