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02 maggio 2012 | 12:16

PAR CONDICIO: AGCOM, TUTELA DEMOCRAZIA;SANZIONI PER OLTRE 2,2 MLN

(AGI) – Roma, 2 mag. – Ammontano a oltre 2,2 milioni di euro le sanzioni irrogate dall’Agcom per violazioni alla legge sulla par condicio. Di tali provvedimenti, quasi sempre impugnati, nessuno e’ stato annullato dal giudice amministrativo. Lo dice la relazione di fine mandato del presidente Corrado Calabro’ quando sottolinea che se e’ vero che le nuove forme della democrazia corrono sulla rete, non da meno e’ il fatto che “la politica visibile in Italia si fa pur sempre in televisione”, al punto che le persone e gli eventi che non appaiono sullo schermo televisivo “non sono validati nell’immaginario collettivo”. Da qui – per il presidente dell’Agcom – “la perdurante importanza della normativa sulla par condicio, alla cui osservanza presiede questa Autorita’ con un impegno che in occasione delle competizioni elettorali ha comportato il monitoraggio delle trasmissioni 24hx24 e tempestivi interventi con diffide, sanzioni e una costante azione di moral suasion”. Il piu’ delle volte i broadcaster hanno corrisposto all’invito o alla diffida dell’Autorita’ riequilibrando l’informazione (il che e’ l’obiettivo primario della legge). E in definitiva, “all’esito di questo intenso lavoro possiamo dire conclusivamente che l’impianto normativo a tutela della par condicio si e’ dimostrato un indispensabile strumento a tutela della democrazia”. (AGI) Vic (Segue)
AGI) – Roma, 2 mag. – Calabro’ tiene conto anche dell’obiezione secondo cui “qualcuno avrebbe voluto che noi facessimo di piu’. Ma questa – questa si’ – e’ materia fondamentalmente riservata alla legge. Ne’ le linee guida dell’Ocse, ne’ la ratifica della Convenzione internazionale sul trust hanno indotto il nostro legislatore a precludere ‘a monte’ il conflitto potenziale, stabilendo una disciplina preventiva delle incompatibilita’”, un blind trust, un ‘chinese wall’ fra attivita’ imprenditoriale e di Governo. Si e’ voluto invece che questa Autorita’ (come, per la parte sua, l’Antitrust) stesse in agguato per cogliere in fallo l’impresa che avesse in concreto sostenuto l’esponente governativo: ma non per fischiare la squalifica bensi’ semplicemente per infliggere un’ammonizione. Scopo della legge non e’ infatti punire ‘alla prima che mi fai’ ma solo in caso di reiterazione della violazione e di mancato ripristino dell’equilibrio con gli altri competitori elettorali”. Che avrebbe dovuto fare la nostra Autorita’? Inventarsi una soluzione assurda e irreale – Calabro’ ricorre all’uso metaforico del termine “ircocervo” per dire dell’impossibilita’ di una soluzione simile – che supplisse alle carenze della legge? O sanzionare tout court dove la legge prevede con estrema chiarezza una semplice diffida? (AGI) Vic (Segue)
(AGI) – Roma, 2 mag. – “Piu’ obliquo ancora e’ l’intento di colpire l’impresa potenzialmente strumentale al conflitto d’interessi mediante limitazioni alle sue dimensioni, in particolare con riferimento alla raccolta pubblicitaria. Questo intendimento e’ stato drasticamente censurato dall’Autorita’ Antitrust”. Ma “l’Agcom non puo’ prestarsi ad avventurose supplenze del legislatore. L’Agcom si e’ opposta all’assunto ministeriale che la pretesa mancanza di reciprocita’ comportasse l’esclusione di Sky dal beauty contest. E il Consiglio di Stato, con un motivatissimo parere, ha dato ragione all’Autorita’, riaffermandone l’indipendenza e la competenza nell’assicurare il rispetto dei principi e delle decisioni comunitari. Lo stesso deve valere nei confronti di analoghe invasioni di campo, da qualsiasi parte provengano. Non e’ accettabile che da destra o da sinistra si reclutino le Autorita’ indipendenti per gettarle in combattimenti gladiatori nell’arena politica”.