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02 maggio 2012 | 16:29

INTERNET: SLITTA REGOLAMENTO, AGCOM ASPETTA GOVERNO

CALABRO’, RITARDO IN BANDA LARGA COSTA A ITALIA TRA 1-1,5% PIL

(ANSA) – ROMA, 2 MAG – Niente regolamento sul diritto d’autore, almeno per ora. Non saranno i membri dell’Agcom attualmente in carica a varare le discusse norme per la tutela del copyright su Internet. A renderlo noto il presidente dell’Autorità  Corrado Calabrò nella sua relazione di fine mandato, smentendo l’orientamento che sembrava prevalente. “L’intesa era che il governo avrebbe adottato una norma di interpretazione” per definire la competenza dell’Agcom, ha ricordato Calabrò. “Finché il governo non la adotterà  – ha proseguito – noi, almeno in questa consiliatura, non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto”. La bozza di regolamento, più volte volte modificata e sottoposta a consultazione pubblica, non prevedeva il potere di oscurare siti da parte dell’Autorità , ma solo quello di rimuovere i contenuti pubblicati in violazione del copyright. “Il popolo della rete non abbia timori – ha aggiunto Calabrò – l’Agcom saprà  conciliare” i diritti in gioco. Di “incomprensibile dietrofront” parla il presidente di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo, mentre per Enzo Mazza, presidente della Fimi, Calabrò ha consegnato “la maglia dell’Agcom agli ultras della pirateria”. Soddisfatti invece i senatori del Pd Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, che annunciano la presentazione di una legge in materia. Nel settore tlc, ha spiegato Calabrò, molti sono stati i risultati ottenuti in questi sette anni, dall’apertura del mercato (la quota di Telecom nel fisso è scesa di 20 punti dal 2005) al calo dei prezzi (-33% in 15 anni), fino allo sviluppo della telefonia mobile con il prepotente avanzamento degli smartphone, ormai il 30% di tutti i telefonini. Ma molto resta ancora da fare, soprattutto sul piano delle reti di nuova generazione. La rete fissa, ha spiegato Calabrò, “é satura e quella mobile rischia ricorrenti crisi asmatiche”, per questo il problema delle reti di nuova generazione “non è più rinviabile”, visto anche che il ritardo nello sviluppo della banda larga “costa all’Italia tra l’1 e l’1,5% del Pil”. Il presidente uscente ha quindi ribadito l’invito ad agire in fretta, ricordando però che “non è vero che abbassare il prezzo dell’unbundling della fibra in rame possa costituire una spinta al passaggio alla fibra ottica”, così come ritengono alcuni operatori alternativi. Ma anche avvertendo, proprio sull’accesso disaggregato all’ultimo miglio della rete Telecom e quindi sul relativo emendamento che ha acceso il cerino della polemica nelle scorse settimane, che l’Autorità  deve operare “in piena autonomia”. (A