Cinema, Televisione

08 maggio 2012 | 17:17

RAI: ANICA-APT, SERVE DIREZIONE FORTE E CONSAPEVOLE

APPELLO ALLA POLITICA, SI RECUPERI FUNZIONE SERVIZIO PUBBLICO

(ANSA) – ROMA, 8 MAG – “Il nuovo gruppo dirigente della Rai unisca alle competenze manageriali e all’indipendenza anche una profonda consapevolezza della specificità  editoriale dell’azienda”. Lo chiedono Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive) e Apt (Associazione Produttori Televisivi) in un appello pubblicato in una pagina a pagamento sul Sole 24 Ore. “Il Parlamento e il Governo – si legge nel’appello – si accingono, nella loro responsabilità  istituzionale, a proporre i nomi di coloro che dovranno amministrare la Rai nel prossimo triennio in un momento di crisi specifica del sistema televisivo. L’aggravarsi della crisi sta inducendo i gruppi televisivi a tagliare gli investimenti per raggiungere equilibri precari e di breve periodo: questi interventi hanno per effetto la distruzione dell’industria di produzione audiovisiva, la perdita del prodotto e quindi del futuro delle aziende televisive stesse”. “In questo contesto – prosegue la nota -, la missione di chi avrà  l’incarico di dirigere la Rai è decisiva, come non mai, per l’intero sistema e per la sopravvivenza dell’industria del cinema, della fiction, dell’intrattenimento e del documentario. Per queste ragioni, i firmatari di questo appello, pur nel rispetto dell’autonomia di decisione delle istituzioni, chiedono fermamente che il nuovo gruppo dirigente della Rai unisca alle competenze manageriali e all’indipendenza, anche una profonda consapevolezza della specificità  editoriale dell’azienda”. “La salvezza del sistema audiovisivo italiano e lo sviluppo dell’industria di produzione indipendente, con la conseguente crescita di occupazione – si legge ancora -, sta nella capacità  di guidare la Rai verso il recupero di un’autentica funzione di servizio pubblico. Questa partita decisiva richiede una direzione forte dal punto di vista gestionale, ma capace di essere strumento di una visione dell’industria culturale nazionale, a partire dai suoi contenuti”. (ANSA).