Rai/ Sindacati: E’ la precarietà  a ridurre diritto alla maternità 

Annunciatrice senza diritti perché non applicato contratto lavoro
Milano, 16 mag. (TMNews) – “Apprendiamo dalle dichiarazioni rilasciate al quotidiano ‘La Repubblica’ che, ancora una volta, la Rai dispone azioni contro la maternità  e poi viene fraintesa nei suoi comportamenti”. E’ quanto si legge in una nota di Slc Cgil, Snater, Fistel Cisl in cui si afferma: “è grave che ad emergere ancora una volta è il pessimo utilizzo che la Rai fa delle tipologie contrattuali e ancora una volta è una donna in attesa di un figlio a pagare il prezzo di clausole che limitano i diritti dei lavoratori”.
“Qualche mese fa – ricorda il comunicato – il direttore generale Lorenza Lei, si era impegnato a cancellare la clausola sulla maternità : già  allora dicemmo che il problema vero era l`utilizzo di contratti di lavoro impropri e precari. Oggi la confusione della Rai riemerge ancora più prepotentemente. Ricordiamo all`azienda e ai suoi dirigenti che la professione di annunciatrice è inserita all`interno del Contratto di lavoro dei dipendenti: deve essere quindi tutelata dunque dal contratto collettivo di lavoro. Se la Rai utilizzasse correttamente i criteri di assunzione la collega avrebbe diritto all`indennità  di maternità  obbligatoria, facoltativa, oltre alle ore di allattamento, alla malattia, alla malattia bambino, alle ferie, ai permessi”.

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