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22 maggio 2012 | 11:33

La digital economy in Italia? Da “allarme rosso”

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“L’economia italiana è alla soglia di una grande sfida, essenziale per lo sviluppo, ovvero quella di raddoppiare il nostro pil digitale entro il 2015. La filiera della digital industry soffre però della crisi dei media tradizionali, la carenza di risorse finanziarie per l’innovazione e la pressione dei grandi operatori internazionali”. Lo dice Enrico Gasperini, presidente dell’incubatore di internet startup Digital Magics, in occasione del D.Summit, il summit italiano sui media digitali organizzato da Digital Magics e Grafo Ventures il 15 maggio 2012 allo stadio San Siro di Milano.
360 Capital Partners, 4w MarketPlace, Aegis Media Italia, Atlante Ventures, Connect Ventures, De Agostini, Gruppo 24 Ore, Gruppo Editoriale L’Espresso, Innogest, Matrix, Mediaset, Meta Group, Populis, Principia, RCS MediaGroup, Telecom Italia, Triboo, WPP e molti altri sono intervenuti sulla possibilità  di fare innovazione digitale in Italia, dove lo scenario attuale della digital economy è “da allarme rosso”. Il pil digitale si aggira infatti intorno al 2%, un terzo rispetto a Germania e Francia. L’advertising vale circa 1,1 miliardo di euro, una quota del 13% contro il 20% della gran parte dei Paesi europei. L’e-commerce pesa solo il 2% del retail: il mercato italiano (8 miliardi) è un sesto rispetto a quello inglese (oltre 51 miliardi), un quarto di quello tedesco (34 miliardi) e meno della metà  di quello francese (20 miliardi). Solo il 4% delle pmi italiane vendono online, mentre la media dell’Unione Europea è del 12%. Il ritardo sullo sviluppo della banda larga costa all’Italia circa l’1% del pil. Anche per quanto riguarda il venture capital – che in ogni altro Paese del mondo rappresenta il motore principale di investimento per l’innovazione e per la crescita economica e occupazionale – l’Italia è al fanalino di coda. Ad oggi l’investimento di capitale di rischio in Italia è il più basso in Europa e corrisponde a un sesto della media europea, che a sua volta è un sesto degli Usa. La penetrazione della rete fra i cittadini in Italia invece fa registrare un gap delle audience e degli utenti molto minore rispetto agli altri indicatori economici. L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di telefoni cellulari e con la maggior diffusione di dispositivi mobile: il 30% degli italiani possiede uno smartphone, percentuale che raggiunge il 47% nei giovani. Il 63% delle famiglie italiane sono connesse (in Europa sono il 73%), e circa il 50% della popolazione usa regolarmente internet dal pc (Dati Audiweb, Dag, Iab, Politecnico di Milano, Agcom).