Televisione

25 maggio 2012 | 9:31

RAI: MARTEDI’ PRESIDENZA VIGILANZA, PRIME PROCEDURE RINNOVO CDA

(AGI) – Roma, 24 mag. – E’ stato convocato per il primo pomeriggio di martedi’ l’ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Nell’ordine del giorno non e’ espressamente indicato ma in ambienti politici si fa rilevare che la riunione servira’ a gettare le basi per le procedure d’avvio relativamente alle competenze della commissione parlamentare in fatto di nomine dei componenti del Cda di viale Mazzini. Alla Vigilanza spetta nominare 7 dei 9 componenti, gli altri due – insieme all’indicazione del direttore generale – sono indicati dall’azionista di riferimento, il governo. (AGI) Vic (Segue)
La situazione e’ pero’ tutt’altro che semplice. Lo scoglio e’ la governance Rai: stante la situazione e’ ormai impensabile che si possa procedere in tempi rapidissimi alla riforma della governance, ovvero superamento della legge Gasparri che regola il meccanismo e l’attribuzione di nomine dei componenti del Cda. L’ipotesi di ridurre il numero di componenti da 9 a 4, al massimo 5, e’ sempre piu’ anch’essa difficilmente praticabile, anche se a giudizio del Pd ci sarebbe la possibilita’ almeno di operare su questo fronte, cosi’ come e’ stato deciso di fare per l’Agcom, che sara’ composto da quattro componenti oltre al presidente. Una delle ipotesi allo studio e’ anche quella di un ticket presidente-direttore generale, vale a dire condivisione di alcune competenze e deleghe, cosi’ da vincolare una figura all’altra – almeno per alcuni aspetti gestionali dell’azienda -, ma anche qui si e’ ancora nel campo delle congetture. Anche perche’, prima di ogni cosa, su tutto domina il persistere del Pd a non partecipare in commissione di Vigilanza alle nomine di competenza parlamentare. E ancora due giorni fa Bersani l’ha ribadito al premier Monti. (AGI) Vic (Segue)
Quanto alle nomine di pertinenza governativa, qualora e quando ci fossero, il Pd non le ostacolerebbe. Nel senso che non voterebbe contro nel momento in cui sara’ necessario il passaggio in Vigilanza, ma si asterrebbe dal pronunciarsi non partecipando al voto. Situazione quindi ingarbugliata, da cui sembra derivare per forza di cose una parziale via d’uscita rappresentata dalla ‘prorogatio’ non dichiarata ma di fatto dell’attuale Cda di viale Mazzini. Nessuno lo conferma ma l’orientamento sembra essere questo. Peraltro una ‘prorogatio’ di volta in volta attuata, ovvero ogni qualvolta che l’assemblea degli azionisti Rai si ritrovera’ convocata ma ancora con una lista incompleta o addirittura in bianco. Il primo appuntamento assembleare e’ per il 6 giugno. Nel frattempo la commissione di Vigilanza presieduta da Sergio Zavoli provera’ a muoversi, a recitare il proprio ruolo istituzionale, ad arrivare a quella data avendo gia’ nominato quelli di sua competenza. Provando appunto a partire con le procedure che per dettato portano all’apertura del seggio elettorale per la nomina dei 7 componenti di pertinenza parlamentare. Anche se e’ ben difficile pensare che stante la posizione del Pd – una sorta di ‘aventino’, anche se in casa Pd non ne parlano in questi termini – si possa procedere oltre. Nel senso che le altre forze politiche rappresentate in Vigilanza, a cominciare dal Pdl, vadano ugualmente avanti: si aprirebbe uno scontro politico non di poco conto. (AGI) Vic