Comunicazione

25 maggio 2012 | 10:33

TV: CHIAMBRETTI, RAI MIO PRIMO AMORE, TORNEREI

MI HANNO CACCIATO DA LA7, C’E’ BISOGNO DI MUSICA E DI GRILLO

(dell’inviata Elisabetta Malvagna) (ANSA) – TORINO, 25 MAG – La tv è “in mutande” e lui potrebbe anche decidere di fare una pausa. A La7 l’hanno cacciato “perché dicevano che costavo troppo”. Con Mediaset ha un contratto per un altro anno e mezzo (“sono stato benissimo”), ma a giugno farà  un programma su Radio2. E comunque la Rai è il suo “primo amore e non è escluso che ci torni”: Piero Chiambretti parla a ruota libera all’inaugurazione dello Sfashion Café , il suo nuovo locale nella centralissima Piazza Carlo Alberto a Torino, dove ha lanciato il terzo volume di ‘Chiambretti Night’, la compilation da oggi nei negozi e dal 29 maggio su iTunes. “Il paese va male e una volta si diceva ‘una risata’ ci salvera”. Ma dato che i comici oggi fanno politica, ci buttiamo sulla musica”, dice Piero, che ha selezionato i 16 brani della compilation e di fronte allo Sfashion Café ha organizzato un raffinato dj set invitando anche i ballerini del Chiambretti Night. “Tutto passa di moda tranne lo Sfashion, perché non è mai di moda, come me”, dice il conduttore che, a una domanda se per l’Italia sia meglio la musica o Grillo risponde: “Sono due cose diverse: possono essere suoni piacevoli per molti, stonati per altri. Però fanno bene entrambi”. Non ha imminenti progetti televisivi: “La tv non sta attraversando un buon momento, non solo perché mancano le idee, ma anche perché sono mancati i soldi, che in questo caso aiutano”. E annuncia che dall’8 giugno al 1 luglio tutti i giorni alle 7.15 condurrà  Chiambrettopoli, un programma su Radio2 dedicato agli Europei di Calcio. A Mediaset è stato “benissimo. Sono arrivato in un periodo di transizione e ho potuto fare quello che mi piaceva. E’ stato un momento felice sul piano creativo, e senza nessuna censura”. In quattro anni di Chiambretti Night “abbiamo parlato poco di politica, e i politici di sinistra hanno quasi tutti declinato l’invito”. Racconta che tre anni fa ha avuto la possibilità  di lavorare per Sky e di aver incontrato l’ad di Sky Italia Tom Mockridge. “Al secondo incontro, però, dietro di lui ho visto un pannello con tutti i 650 canali di Sky e ho pensato ‘ma dove vado a finire li’ in mezzo?’. Volevo confrontarmi con una realtà  più pragmatica. E poi la cosa che mi piace di più è il calcio, e lì c’ è già  chi lo fa veramente bene”. E La7? ” Mi hanno cacciato, ancora non ho capito perché. L’ad Stella mi disse che il mio programma era troppo caro, che era per fighetti, un programma insostenibile. Io dissi umilmente ‘ok’. Ma poi di tutti quelli che costavano molto, sono andato via solo io, non Lerner né Crozza o Bignardi. Tutti tranne me furono pagati e difesi”. Ma ricorda con affetto Markette: “Lì si è liberata la creatività  al cento per cento, era il periodo in cui La7 stava cominciando a fare sul serio”. La Rai? “E’ il mio primo amore. Non è affatto escluso che ci torni”. Intanto farà  il programma sugli Europei di calcio su Radio2 e a settembre “se non dovesse esserci la tv, si potrebbe fare un’altra scommessa: un programma sempre su Radio2, alle 13.45 tutti i giorni per un’ora e mezza”. Una cosa è certa: non ha nessuna intenzione di incidere un disco: “Ho già  fatto tanto e male nella vita, non ci tengo a fare anche questo”, risponde Chiambretti, papà  di Margherita, due anni il prossimo sabato, quattro giorni prima del suo compleanno: “Quando si diventa padri , o madri, ci si trasforma dentro e fuori. Spero che mia figlia avrà  delle passioni nella vita. Perché così potrà  seguire una strada e non buttarsi su tutto, o su niente, come fanno molti ragazzi oggi”. Recentemente hai detto che la tv è in mutande: “Senza i soldi la creatività  cresce, nei momenti di crisi bisogna aguzzare l’ingegno più che il portafoglio, ma questo è un momento drammatico. La tv ha ucciso se stessa, tanti canali duplicano sempre le stesse cose, e così il prodotto si è frammentato. E questo non significa democrazia, ma confusione”. Per Chiambretti, in tv “tutti si dovranno ridimensionare, dai conduttori agli autori”. Unica soluzione è “fare prodotti unici, i cosiddetti eventi: sarà  l’unica cosa che continuerà  a esistere, ma si dovrà  ridimensionare”. Ma in un momento di crisi che pensi del fatto che Gigi Marzullo abbia l’auto blu? “Dovrebbe girare solo dopo mezzanotte. Così non lo vede nessuno”, commenta. Ammette: “Ho difficoltà  a trovare un progetto. Ho lavorato con tutti e tutti vorrebbero una tv vincente, ma non sempre ci si riesce, perché non hanno i mezzi e gli elementi che concorrono al successo di un prodotto. Quindi rimanere alla finestra mi sembra una grandissima idea”. Ma si affretta ad aggiungere: “Certo, se Pier Silvio mi chiama stasera, ci metto un attimo a mettermi in moto per trovare un’idea”. (ANSA).