Cinema

28 maggio 2012 | 11:36

Cannes: Moretti, nessun premio all’unanimità 

(ASCA) – Cannes, 28 mag – ”Nessun premio e’ stato dato all’unanimita’. Ringrazio la sincerita’ di Ewan (McGregor), la passione di Hiam (Abbass), il buon umore dello spettatore ideale Jean Paul (Gaultier) che si annoia, si addormenta, piange e si emoziona. Ringrazio anche la determinazione di Diane (Kruger), la dolcezza di Emmanuelle (Devos), la competenza di Raoul (Peck) e l’energia di Andrea (Arnold) che ogni giorno ha tentato di portarci a fare il bagno con 14 gradi e la memoria storica di Alexander Payne”. Ha una parola buona per tutti Nanni Moretti che, sincero e visibilmente emozionato, ha salutato ieri sera pubblico e colleghi della giuria al termine della cerimonia di chiusura che ha visto la meritata e attesa vittoria di Michael Haneke e del suo ”Amour”, quella del danese Mads Mikkelsen in ”Jatgen” (”una recitazione perfetta e un’attenzione che corre lungo tutto il film”) ma anche del nostro italiano Matteo Garrone che, pur non avendo ricevuto la stessa compatta accoglienza del collega di nazionalita’ austriaca, ha trovato il consenso dei giornalisti e, appena entrato in sala stampa, ha detto: ”C’est vrai”, mostrando con fierezza il riconoscimento appena ottenuto: il Grand Prix della giuria. ”Questa vittoria e’ stata una sorpresa – ha aggiunto – c’erano tanti bei film e quindi una grande competizione. Sono felicissimo del premio perche’ so che potra’ aiutare il film a trovare un pubblico ancora piu’ ampio”. Al momento della conferenza con i premiati, Garrone non aveva ancora dato comunicazione al suo protagonista, il detenuto Aniello Arena. ”Era felicissimo quando ha saputo che mi avevano fatto tornare e sono sicuro che lo sara’ ancora di piu’ ora che gli diro’ del premio”. Con l’obiettivita’ che lo ha contraddistinto in questi dodici giorni di Festival, Moretti – rientrato a Roma in tarda mattinata – ha spiegato il premio della Giuria a ”The Angels’share” di Ken Loach dicendo: ”E’ diversissimo dallo stile di tutti” e raccontato che le tre pellicole che hanno particolarmente diviso la giuria sono state ”Holy Motors” del francese Leos Carax, ”Paradies: Liebe” dell’austriaco Ulrich Seidl e ”Post tenebras Lux” di Carlos Reygadas. Quest’ultimo ha poi vinto il Premio per la Miglior Regia. Premio Miglior Attrice protagonista alle interpreti Cristina Flutur e Cosmina Stratan per Dupa Dealuri (”Beyond the Hills”) del rumeno Cristian Mungiu, vincitore anche del Premio Miglior Sceneggiatura. Palma d’Oro – Cortometraggio a ”Sessiz-Be Deng (Silent)” del trentaquattrenne autore turco L.Rezan Yesilbas. Quanto alla mancata premiazione della coppia Trintignant/Riva e il protagonista di ”Reality” per cui c’erano non poche aspettative, Moretti ha spiegato che i primi premi che vengono assegnati sono la Palma d’oro e quelli della giuria per cui una volta dati, non e’ possibile assegnare a questi film altri riconoscimenti. Dopo aver ”parlato e riparlato e spesso discusso nel corso di otto riunioni”, la 65a edizione si e’ conclusa, sommariamente, con un verdetto da molti auspicato. Nessun riconoscimento al cinema americano (sei titoli su 22 erano di nazionalita’ statunitense) ma si sa: se del nostro Moretti, cinefilo doc, noi andiamo fieri (e i francesi apprezzano, per quanto tornati anche loro a casa a mani vuote) e’ proprio per la sua scrupolosa e apprezzabile attenzione a quel cinema d’autore che, per nostra fortuna e grazie a lui, ci ha abituati al Nuovo Sacher.