Editoria

28 maggio 2012 | 12:25

Giornali e politica: ne parlano Sallusti e Bechis

Giornali e politica: ne parlano Alessandro Sallusti, direttore del ‘Giornale’, e Franco Bechis, vicedirettore di Libero.

.

- L’editoriale di Alessandro Sallusti (‘Il Giornale’, 28 maggio 2012)

I FISCHI E I GIORNALI
LE TRAPPOLE DELLA SINISTRA
Sul tavolo della politica c’è la riforma proposta dal Pdl che potrebbe cambiare il corso del Paese, ma i giornali preferiscono occuparsi d’altro, e forse non a caso. Meglio dilungarsi sulle vicende del cameriere del Papa o su come ha passato cinque anni fa le vacanze Roberto Formigoni, governatore della Lombardia. Quest’ultimo tema appassiona particolarmente i quotidiani di sinistra, come La Repubblica, stitica invece di notizie sugli affari di famiglia del governatore pidiellino dell’Emilia e parca di informazioni sui rimborsi spese dei vertici del Pd, entrambi i casi al centro di inchieste giudiziarie. Formigoni, a differenza di Errani, non è indagato, ma pazienza. Del resto, su quegli stessi giornali, un giovane, dicasi uno, che sabato a Pavia ha contestato Alfano è diventato nei titoli la rivolta dei giovani Pdl contro il segretario, mentre la bordata di fischi contro Monti in visita a Bergamo è stata ben nascosta e spacciata per isolata contestazione. Deformare la realtà  a proprio vantaggio è un classico della sinistra. Lo sappiamo, basterebbe non farci caso. Il dramma è che a prendere sul serio le panzane e le minacce dei quotidiani di sinistra sono soprattutto i leader del centrodestra, vittime inguaribili di un complesso di inferiorità  culturale per cui se non esisti su quei giornali non esisti in assoluto. Così, come poveri allocchi, vengono usati per seminare zizzania in campo avversario e poi al momento giusto accoltellati. Per mesi, quando si trattava di indebolire Berlusconi, Formigoni era trattato dai suoi attuali carnefici di Repubblica come una musa ispiratrice, quel genio di Cicchitto adesso va a braccetto con quelli de Il Fatto , che nella migliore delle ipotesi lo considerano un piduista e che alla prima occasione gli faranno ovviamente un servizietto barba e capelli. I nostri eroi vanno oltre. Tremano per i deliri di Scalfari, si bevono per vere le analisi dei tromboni sul Corriere, ma quotidianamente insultano i pochi giornali con loro (fin troppo) comprensivi per i quali vanno a piangere tutti i giorni da papà  perché licenzi questo direttore o faccia cacciare quel giornalista. Magari, a qualcuno di questi signori, va anche bene che Alfano sia stato ridicolizzato e Formigoni infangato da Repubblica. Piccoli e meschini tornaconti personali. Noi continueremo a sostenere che un fischio ad Alfano è solo un fischio a un ottimo segretario e che Formigoni deve tenere duro perché sarà  stato anche ingenuo, ma è un galantuomo e un governatore coi fiocchi. Perché raccontiamo la realtà , checché ne pensino Cicchitto e il suo amico Travaglio.

.

- Franco Bechis (Liberoquotidiano.it, 27 maggio 2012)

IL TRAGICO BLUFF
Semipresidenzialismo la grande svolta? Il Pdl ormai vive da solo su Marte
Che delusione la sorpresa svelata dopo la batosta elettorale
Ma gli elettori mica mangiano pane e leggi elettorali!
Alle ultime elezioni amministrative il Pdl ha preso dai suoi elettori una legnata storica. Alle corde come un pugile suonato ha barcollato per giorni. Già  dopo il ko del primo turno per altro il segretario del Pdl Angelino Alfano ha preannunciato una sorpresa clamorosa in grado di risollevare le sorti di una barca che stava per affondare. Probabile si trattasse di una boutade, ma un po’ gli si è creduto.
Alla fine, dopo che il secondo round dei ballottaggi erano finiti tutti al tappeto, è arrivata questa clamorosa sorpresa annunciata da un Silvio Berlusconi riapparso in pubblico con favella dopo tanto tempo.
E la sorpresa quale è? “Semipresidenzialismo….
Notabili del Pdl a spellarsi le mani per l’idea straordinaria, commentatori divisi in pro e contro, perfino il Pd che si spacca non sapendo se fidarsi o meno.
Ho guardato tutto questo attonito in questi giorni. Pensavo fosse una scena girata su Marte.
L’elettorato di centrodestra è deluso come gran parte dell’elettorato italiano. Non sopporta più la sua classe politica, che certo ha fatto tutto e di più per non essere più sopportata. E’ sfiancato da politiche fiscali che per altro sono l’esatto opposto da quelle promesse alle ultime elezioni dal centrodestra. Politiche che solo negli ultimi atti portano la firma di Mario Monti, ma che sono state votate quasi all’unanimità  dal Pdl.
Di fronte al disgusto, che proponi? “Semipresidenzialismo”. Una parola incomprensibile ai più. Di interesse zero per tutti. Se poi la spieghi anche: “dammi più poteri”, allora rischi pure la pernacchia. Ma come, invece di cospargerti il capo di cenere, chiedere scusa per quel che è avvenuto fino ad oggi, compiere una robusta virata, riconsegnare la politica nelle mani di cittadini elettori a cui dare il diritto anche di trovare con i loro voti un leader Pdl che non può più calare sulla testa per scelta di un re, pensi a tecniche elettorali, a più poteri? Per cosa? Per rafforzare perline approvate da tutto il Pdl come quelle di questi mesi? Solo su Marte poteva venire fuori un’idea così. Che segna il punto limite: se i vertici del Pdl pensano che gli italiani non desiderino altro che mangiare pane e legge elettorale, allora quella storia è finita.