Editoria, New media

29 maggio 2012 | 10:56

MEDIA: NYT, DOPO BERLUSCONI, ALBA ERA DIGITALE IN ITALIA

PICCOLA VITTORIA TRASPARENZA RINVIO NOMINE AGCOM

(ANSA) – NEW YORK, 28 MAG – “Da quando Silvio Berlusconi ha lasciato la carica di primo ministro lo scorso anno, ritornando alla sua vita da magnate dei media, in Italia sembra finalmente arrivata l’alba dell’era digitale”, scrive oggi il New York Times, notando però che “l’Italia rimane ben al di sotto di altri Paesi dell’Europa occidentale” per ciò che riguarda l’uso e l’accesso ad internet a banda larga. E questo, continua il giornale, “é in parte a causa delle politiche seguite da Berlusconi per proteggere il suo impero, affermano i suoi critici e rivali. Ma lo spirito di cambiamento a Roma, inaugurato dal suo successore Mario Monti, sembra aver aperto gli occhi agli italiani sui potenziali del web per fare la differenza”. Il giornale di New York cita anche il caso del “fenomeno di internet, il blogger e comico Beppe Grillo” il cui movimento Cinque Stelle “ha vinto le elezioni comunali a Parma e in diverse altre città  più piccole cavalcando un’onda di collera contro la corruzione e il lassismo, propagata via Facebook e Twitter”. La settimana scorsa, nota il NYT, “coloro che fanno campagna per una maggiore trasparenza nel governo italiano hanno rivendicato una piccola vittoria quando la Camera dei Deputati ha rinviato un voto sulla nomina nell’Autorità  delle telecomunicazioni, o Agcom, che regola i media e le telecomunicazioni, compreso internet…Gianfranco Fini, presidente della Camera, ha annunciato che i candidati dovevano presentare i loro curriculum in modo che le richieste possano essere considerate in base al merito”. “La selezione del nuovo regolatore di media e telecomunicazioni ha attratto un così vasto interesse perché e visto come un test su quanto potere Berlusconi ancora detenga da dietro le scene”, scrive il giornale newyorkese, notando che “le decisioni dell’Agcom avranno un peso importante nella società  italiana nell’era post Berlusconi”. Ricordando la decisione del governo Monti sull’asta delle frequenze Tv, il giornale scrive infine che gli affari di Mediaset “hanno sofferto molto sin da quando (Berlusconi) ha lasciato il suo incarico per la terza e presumibilmente ultima volta”, con la raccolta pubblicitaria che è diminuita, così come i guadagni. E “mentre il panorama cambia – conclude il NYT – gli italiani stanno vivendo un risveglio digitale a lungo atteso”. (ANSA).