Editoria

05 giugno 2012 | 15:43

Giornalisti: Consiglio Europa, allarme per censura camuffata

(ASCA) – Strasburgo, 5 giu – ”Fare il giornalista e’ diventato pericoloso anche in Europa. Dall’inizio dell’anno sono in molti ad aver subito aggressioni fisiche in Italia, Francia, Grecia e Germania, oltre che in Russia, Lettonia, Moldova, Montenegro, Romania e Azerbaijan. I rispettivi governi dovrebbero preoccuparsi piu’ seriamente di tanta violenza che minaccia le radici delle nostre democrazie perche’, in realta’, si tratta una forma di censura camuffata”. A lanciare l’allarme e’ il giurista lettone Nils Muiznieks, Commissario dei Diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa, dalle colonne del suo notiziario settimanale apparso oggi a Strasburgo. ”Ad aggredire giornalisti sono sempre state persone mascherate e sconosciute”, aggiunge Muiznieks. ”Ma da un po’ di tempo accade purtroppo che gli aggressori siano addirittura agenti di pubblica sicurezza, quindi persone appartenenti alla polizia dello stato. In Francia e Germania alcuni media turcofoni si sono occupati della minoranza curda. Mentre in Italia gli articoli contestati riguardano la mafia. Per di piu’, mentre l’aggressione ha solitamente motivazioni venali o razziste, quelle contro i giornalisti sono veri e propri atti politici, che, infatti, tentano di ridurli al silenzio e, quindi, di impedire la rivelazione di casi di corruzione, abuso di potere o discriminazione nei confronti delle minoranze”. ”La liberta’ di espressione e di stampa e’ vitale per la democrazia perche’ ne condiziona altre, come la liberta’ di riunione e di associazione. L’impunita’, poi, incoraggia il ripetersi della violenza. Ecco perche’ e’ urgente che i governi europei e l’intera classe politica condannino con fermezza tali aggressioni. Debbono fare in modo che le inchieste siano trasparenti e conducano rapidamente alla punizione dei responsabili. Inoltre, le autorita’ dovrebbero sollecitare una collaborazione tra polizia e gli organi di informazione e considerare le aggressioni a giornalisti non solo come un atto di violenza, ma come un vero e proprio attentato alle liberta’ e ai diritti fondamentali dell’Uomo”.
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