Televisione

06 giugno 2012 | 10:35

AGCOM: FRONTE DI PIETRO-VENDOLA-PARISI, PAGINA NERA LOTTIZZAZIONE

(AGI) – Roma, 6 giu. – Un fronte ampio di parlamentari di centrosinistra si e’ schierato contro quella che doveva essere la rivoluzione della trasparenza sulle nomine delle Authority, ma si e’ trasformata invece – e’ l’accusa – in una lottizzazione mascherata. Da Antonio Di Pietro ad Arturo Parisi, da Beppe Giulietti a Pancho Pardi a Marco Beltrandi, hanno denunciato oggi l’iter che ha portato alla selezione dei candidati, in particolare all’Agcom dove due membri saranno in quota Pdl, uno Pd e uno Terzo polo. Per questo, hanno spiegato, non parteciperanno al voto. Pronto un ricorso al Tar che sara’ presentato dai promotori della campagna Open Media Coalition. Con loro, in una conferenza stampa alla Camera, anche Nichi Vendola che ha puntato il dito contro il Pd: “E’ una pagina nera che per me puo’ pesare moltissimo sulla scena politica italiana”, ha detto.
E sul Pd sono arrivate le critiche un po’ di tutti i presenti. “E’ stata accettata una logica spartitoria e cio’ che fa piu’ male e’ che il Pd l’ha avallata”, ha sottolineato Di Pietro. “Sono stati resi noti prima i nomi dei vincitori poi dei concorrenti”, ha ricordato, “che senso ha accettare questa logica, nascondersi dietro il dito delle scelte di qualita’ visto che poi gli altri mettono chi vogliono”.
Per questo, “abbiamo deciso di non partecipare al voto visto il metodo antidemocratico e scellerato, grazie a una legge vergogna che si trasforma, per come viene abusata, in un illecito giuridico”, ha insistito. Secondo Di Pietro, c’e’ la possibilita’ che “il giudice amministrativo non validi queste nomine”. Non siede in Parlamento e non potra’ votare, ma non e’ stato meno duro Vendola sul principio. “Quello che e’ accaduto ieri e’ una ferita che apre scenari problematici”, ha insistito. “Come si puo’ immaginare che questo non fosse un terreno di lotta politica, in un paese che ha vissuto il conflitto di interesse, in cui l’anomalia italiana nel mondo e’ stata percepita soprattutto dal lato di un’ipoteca drammatica sul pluralismo”, ha spiegato.
“Lo dico al Pd con lo sgomento piu’ sincero: non puo’ essere un incidente”, ha insistito, “e’ una rottura quella che si e’ voluta introdurre rispetto ai propri codici di cultura democratica , e’ stata una finzione allora l’indignazione di questi anni?. Vediamo una politica cosi’ debole da non essere mai capace di autonomia dalle lobby e che compensa la debolezza con l’arroganza dell’occupazione di gangli vitali”. Deluso e amareggiato Parisi che non ha partecipato ieri alle ‘primarie’ per i candidati e ha preso le distanze dal suo partito. “Sono costernato come cittadino, non ho parole”, ha spiegato, “sono sconcertato per l’irresponsabilita’ con cui si e’ fatto strame delle battaglia di questi anni. Si dice che nel Paese cresce l’antipolitica, ma e’ da qui che nasce quel sentimento”. Condividono le critiche anche Beltrandi dei radicali, secondo cui si e’ trattato “di un fatto gravissimo”. E Giulietti di Articolo21 che ha sfidato il premier Mario Monti sulla Rai. “Ha messo quattro fiducie sull’articolo 18, non capisco perche’ non possa venire in Aula con la sua proposta di riforma della Rai e dire ‘metto la fiducia’”, ha detto.
Caustica la replica di Di Pietro: “Perche’ gli dicono ‘vai a casa’…”. (AGI)