TLC

06 giugno 2012 | 13:51

Tlc: Patuano; no barricate, collaborare con Cdp possibile

ROMA (MF-DJ)–Telecom Italia sta dialogando con Cdp ed e’ aperta a forme di collaborazione per lo sviluppo della rete in fibra “dove serve e dove e’ possibile”. Lo afferma l’a.d. Marco Patuano, ricordando che “ogni volta che c’e’ un progetto concreto, con una buona progettualita’, Telecom e’ sempre presente”, come e’ avvenuto in Trentino, in Lombardia o per l’Expo di Milano, “la volonta’ di una collaborazione fra pubblico e privato e’ dimostrata dai fatti, e continuera’ ad esserlo”. Per quanto riguarda la rete in fibra, Patuano sottolinea che per le aree nere, dove c’e’ maggiore densita’ di traffico, “la concorrenza infrastruttura puo’ esistere, come avviene da lustri nel mobile”, ma questo “non significa che rinunciamo aprioristicamente a una collaborazione con Cdp. Noi ci parliamo, non siamo alle barricate, tutte le volte che sara’ possibile collaborare lo faremo con grande piacere”. Patuano pone tuttavia l’attenzione sul fatto che “l’Italia non si esaurisce nelle 30 maggiori citta’”, previste nel piano Cdp-Metroweb per la fibra. “L’obiettivo di Telecom I. e’ coprire 100 citta’, almeno il 25% della popolazione entro il 2014, 250 citta’ entro il 2018″ annuncia. Telecom, spiega ancora Patuano, “vuole investire secondo una logica market driven”, ossia realizzando un’infrastruttura che sappia adeguarsi dal punto di vista tecnologico alla domanda di ciascuna singola area. “Dire che le zone sono tutte uguali non e’ market driven. Ci sono aree in cui la soluzione giusta e’ il Ftth (Fiber-to-the-home), altre in cui e’ il Fttc (Fiber-to-the-cabinet), altre ancora in cui e’ il Fttc piu’ il vectoring, che possono poi evolvere verso il Ftth in base alla domanda”. Per Patuano il tema e’ “come si arriva” alla soluzione di portare la fibra agli italiani, “se immediatamente con Ftth oppure, come crediamo noi, con uno sviluppo progressivo che segue la domanda e rende piu’ efficiente gli investimenti”. In Italia, infatti, secondo il manager, “c’e’ un problema di domanda. Su questo c’e’ molto da lavorare”. Patuano non vede una strategia conflittuale rispetto a quella di Cdp, e’ anzi d’accordo nel realizzare “una infrastruttura a prova di futuro, ma con attenzione al tessuto socio-economico sottostante. Ci sono aree nere in cui l’Ftth e’ la soluzione piu’ corretta: se l’impostazione della Cdp e’ quella di dire Ftth o nulla, queste possono essere aree di collaborazione, altre meno. Io sono convinto pero’ -conclude- che con il dialogo fra le parti si possano trovare soluzioni meno dogmatiche”. ren carlo.renda@mfdowjones.it