Comunicazione

11 giugno 2012 | 9:50

Ansa Focus/Rai: Pdl all’attacco, così è commissariata

(di Marco Dell’Omo) (ANSA) – ROMA, 10 GIU – Il Pdl non ha digerito la rivoluzione ai vertici Rai imposta da Monti. L’unico riconoscimento che nel partito di Alfano e Berlusconi fanno agli “alieni” sbarcati a Viale Mazzini è che hanno “curricula di tutto rispetto”. Ma che motivo c’era, chiedono i pidiellini, per la sostituzione del direttore generale Lorenza Lei? Al capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto sembra che la Rai sia stata di fatto “commissariata”: il cda , sostiene , è stato “depotenziato”, il direttore generale perde poteri: insomma a comandare sembra essere solo il presidente della Rai, nella fattispecie l’attuale a numero due di Bankitalia Anna Maria Tarantola. “Pensare di snaturare del tutto gli attuali assetti rovesciando pesi e contrappesi – avverte Cicchitto – potrebbe diventare una forzatura inaccettabile, per cui invitiamo tutte le forze in campo ad una attenta riflessione”. Che la Rai sia nelle mani di un commissario straordinario non é solo il centrodestra a pensarlo. Anche nel Pd c’é chi usa la stessa espressione; la differenza è che ai democratici, ancora scottati dalle polemiche sulla “lottizzazione” delle nomine dei componenti delle authority, tutto sommato la situazione non dispiace troppo. E c’é chi, come l’ex ministro Giuseppe Fioroni e il componente della commissione di Vigilanza Rai Giorgio Merlo,chiedono a Monti di completare l’opera e di indicare anche i nomi dei sette componenti del cda Rai, togliendo ai partiti la possibilità  di nuove lottizzazioni: la commissione di vigilanza Rai, che ha il compito di votare il nuovo cda, dovrebbe limitarsi a ratificare la lista di Monti. In serata la proposta viene fatta propria dal leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: il suo partito è pronto a rinunciare a indicare suoi candidati se il premier avocherà  a sé la scelta. Una proposta che non piace per nulla al Pdl, che la boccia senza appello: secondo Gasparri la proposta è “demagogia pura” visto che la legge non dà  questo potere a Palazzo Chigi. Insomma, la tensione sale, e sembra destinata a produrre nuove fibrillazioni in Parlamento, dove i mal di pancia per le nomine decise da Monti non sono solo nel pdl: oltre la scontata opposizione dell’Idv (per Belisario il governo ha avviato “il saccheggio del servizio pubblico”) più di una perplessità  c’é anche dentro Futuro e Libertà , dove Fabio Granata, contrario all’arrivo dei banchieri a viale Mazzini, annuncia una “mozione di censura” all’indirizzo del governo. A queste voci critiche si aggiunge quella di Nichi Vendola che parla di “degrado culturale” e teme che Monti voglia “privatizzare la Rai”. Difesa piena dell’operato di Monti da parte del ministro dell’Istruzione Profumo: i criteri seguiti sono stati “la professionalità , l’esperienza, l’indipendenza e l’aver gestito sistemi complessi”. Quanto al ruolo della Rai, il ministro ha detto che oggi ” la tv pubblica dovrebbe fare quello che fece il maestro Manzi nel passato: allora fu importante portare la scuola a tutti, oggi credo che di debba portare a tutti l’idea di Europa”. Una conferma in più che alla Rai la musica sta per cambiare. (ANSA).