INTERCETTAZIONI: SEVERINO, NESSUN BAVAGLIO ALLA STAMPA

(AGI) – Roma, 18 giu. – La riforma delle intercettazioni non portera’ in se’ “nessun bavaglio alla stampa”. Ad affermarlo e’ il ministro della Giustizia, Paola Severino, che, interpellata a margine di un convegno, ha spiegato: “Sto studiando questa riforma estremamente delicata. I punti piu’ difficili da coordinare sono la tutela del diritto-dovere del giornalista di dare informazioni su indagini delicate, e quello del diritto alla privacy. Un lavoro difficile e complesso, ma occorre trovare questo equilibrio”. I giornalisti, quindi, non saranno ‘imbavagliati’, ne’ ci sara’, sostiene il guardasigilli, un ‘blackout’ dell’informazione fino al processo.
Penso a una fase, eventualmente molto anticipata nelle indagini – ha dichiarato Severino -, in cui il magistrato selezionera’ le notizie rilevanti dal punto di vista processuale e gli atti saranno pubblicabili, mentre ci sara’ una fase in cui questo non sara’ possibile”. Insomma, la riforma prevedera’ una “tappa in cui il dovere di informare su momenti fondamentali dell’inchiesta, riguardo a fatti concretamente rilevanti, ci sara’”. Questo, almeno, e’ “l’equilibrio a cui ho pensato – ha ricordato Severino – e di cui ho parlato negli incontri con i partiti e vorrei cercare di portarlo avanti. E’ una cosa difficile ma non impossibile”. Certo, ha osservato il ministro, “ci sono altre difficolta’ di ordine tecnico-parlamentare, e proprio per questo un intervento del genere non puo’ essere affrettato ne’ precipitoso, ma accuratamente ponderato”. Ci saranno momenti dell’inchiesta, ha concluso, “in cui certamente l’informativa sara’ possibile, sono quelli in cui gia’ l’attenzione dell’opinione pubblica si concentra attualmente, quali le misure cautelari, gli ordini di perquisizione: in questi, si dovra’ fare affidamento al magistrato che selezionera’ le notizie di interesse rilevante”. (AGI)

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