Televisione

19 giugno 2012 | 9:28

Rai: associazioni indicano Colombo-Tobagi per Cda. Polemiche su curricula

(ASCA) – Roma, 18 giu – Secondo alcune indiscrezioni, sarebbero Gherardo Colombo, uno dei popolari magistrati di Mani pulite, e Benedetta Tobagi, figlia minore del giornalista Walter Tobagi, assassinato dalle Brigate rosse nel 1980, impegnata nella produzione di audiovisivi, collaboratrice di ”Repubblica”, conduttrice di ”wiki-Radiotre”, i due nomi indicati a Pier Luigi Bersani dalle associazioni ”Liberta’ e giustizia”, ”Libera”, il ”Comitato per la liberta’ e il diritto all’informazione” e ”Se non ora, quando?”. Il segretario Bersani aveva chiesto a queste associazioni di proporre due nomi che il Pd si sarebbe poi impegnato a far eleggere nel Cda della Rai per rompere la logica delle indicazioni di partito. Sul nome di Colombo si sarebbe raggiunta unanimita’, mentre a quello di Tobagi si sarebbe giunti dopo la scrematura di altre candidature (la documentarista Lorella Zanardo, la scrittrice Dacia Maraini, la segretaria dell’Istituto Don Sturzo Flavia Nardelli, la direttrice del torinese Museo egizio Evelina Christillin). L’associazione ”Se non ora, quando?” avrebbe inoltre intenzione di scrivere anche una lettera a Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza della Rai, per garantire il pluralismo di genere nella composizione del nuovo Cda. Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi andrebbero ad affiancare Anna Maria Tarantola, ex vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Gubitosi, ex amministratore delegato di Wind Telecomunicazioni, indicati dall’esecutivo come presidente e direttore generale della Rai. Nel nuovo organismo di governo di viale Mazzini ci sara’ pure Marco Pinto, in rappresentanza del Ministero del Tesoro. Il Pdl punta su una rosa di nomi: Antonio Verro (consigliere uscente del Cda), Guido Paglia (direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Rai), Antonio Pilati (componente dell’Autorita’ garante della Concorrenza e del Mercato), Rubens Esposito (ex responsabile dell’Ufficio legale della Rai). Negli ultimi giorni e’ spuntata anche l’autocandidatura di Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto ed ex ministro della Cultura. L’Udc si orienterebbe su Roberto De Laurentiis (gia’ componente del Cda). La Lega Nord continua a sostenere che non fara’ nessun nome. Secondo la logica dei rapporti di forza tra gruppi parlamentari, dei 7 componenti del Cda che dovranno essere eletti giovedi’ 21 giugno dalla commissione parlamentare di Vigilanza della Rai, 3 spetterebbero a Pdl e Lega, 2 al Pd, 1 all’Udc e 1 all’Idv. Proprio l’Idv punta i piedi. Dichiara Antonio Di Pietro rivolgendosi alle associazioni chiamate in causa da Bersani: ”Non prestatevi al gioco di spartizione della Rai. La logica della spartizione fa a pugni con quella dei curricula che invece punta sulla scelta dei candidati migliori. Bisogna scegliere candidati che abbiano una specifica competenza”. Intanto Zavoli non ha ancora risposto alla richiesta dell’Idv di usare il tempo da qui a giovedi’ per vagliare i curricula arrivati anche con alcune audizioni. L’ipotesi piu’ probabile e’ che non ci sara’ alcuna audizione di candidati al Cda. Lo stesso potrebbe avvenire con Anna Maria Tarantola, presidente in pectore, che deve comunque ricevere il voto di gradimento della commissione parlamentare di Vigilanza. Finora l’unica convocazione della Vigilanza e’ per giovedi’ 21 giugno, quando si aprira’ il seggio elettorale per votare i 7 componenti del Cda di nomina parlamentare.
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