Editoria

20 giugno 2012 | 14:03

EDITORIA: A TORINO CONFERENZA INTERNAZIONALE WAN-IFRA ITALIA 2012

(AGI) – Torino, 20 giu. – Le sfide della trasformazione dei centri stampa e l’ottimizzazione del processo di distribuzione dei processi editoriali sono al centro della seconda giornata dei lavori della Conferenza Internazionale Wan-Ifra Italia 2012, in corso a Torino.L’appuntamento e’ promosso da WAN-IFRA (Associazione mondiale degli editori), Fieg e Asig, l’Associazione Stampatori Italiana Giornali. Nella prima giornata, aprendo i lavori il presidente della Fieg Giulio Anselmi, pur sottolineando i numeri della crisi, “nei primi tre mesi dell’anno la pubblicita’ nei giornali ha subito un calo dell’8,7% rispetto ad un anno gia’ pessimo” e le vendite hanno registrato una caduta del 5%” ha parlato di “uno stato di crisi superabile”. In particolare, multimedialita’, rilancio industriale dei centri stampa e razionalizzazione della filiera editoria, stampa e distribuzione, sono stati indicati come i tre assi della politica industriale di sviluppo necessaria per il futuro. Sfide queste, ha sottolineato Manfred Werfel, deputy CEO di WAN-IFRA, “che deve affrontare il mercato italiano ma che sono condivise nel resto del mondo. La multimedialita’ e l’integrazione dei canali di comunicazione, la razionalizzazione dei processi produttivi ed un maggior coordinamento fra le aziende che concorrono all’industria editoriale sono problemi comuni a tutti”. Gianni Paolucci, presidente ASIG, ha insistito sull’importanza strategica “della revisione di tutti i processi della filiera” a cui l’Associazione Stampatori Italiana Giornali sta lavorando. “La necessita’ di un maggior coordinamento fra gli attori-editori, stampatori e distributori – e’ una delle chiavi per il mantenimento del settore”. In un mercato in trafsormazione, dunque, che non vuole arrendersi alla crisi, per Sergio Vitelli, segretario ASIG, le strade percorribili sono diversificate. In particolare, per i media su carta, occorre puntare su nuovi prodotti editoriali e nuove sezioni tematiche, magari prendendo in considerazione le nuove tecnologie ‘sensoriali’ come la realta’ aumentata, i ‘profumi’ e la stampa in 3D. Inoltre, sul fronte piu’ industriale, la via e’ quella della razionalizzazione delle strutture: accorpamento di testate, accentramento delle funzioni di editing, accorpamento e terziarizzazione della produzione. Per quanto riguarda, invece, i media digitali, le strade possibili ‘passano per gli aggregatori pluri e monotestata di gruppo, per nuove edizioni digitali e nuove strategie di fidelizzazione dei clienti, dal geotagging di notizie e offerte commerciali, alle App personali”. Marco Bardazzi, digital editor della Stampa di Torino e Bernadette Gonzalez-Harbour, deputy editor in chief del quotidiano El Pais, hanno sottolineato la necessita’ che “gli investimenti in piattaforme tecnologiche si accompagnino ad una condivisione, quasi interiorizzazione, dei nuovi processi produttivi. Occorre – e’ stato detto – che tutti i redattori si convincano delle opportunita’ offerte, imparando sempre piu’ a fare gioco di squadra e a lavorare in team”. Un messaggio, questo, ribadito anche in una tavola rotonda a cui sono intervenuti oltre a Bernadette Gonzales-Harbour, il direttore della Stampa Mario Calabresi e Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore: “la multimedialita’ e’ una strada obbligata, perche’ la nuova scansione del tempo dell’informazione e’ 24 ore su 24. La qualita’ dell’informazione e’ la chiave per lo sviluppo del settore e questo richiede professionisti preparati, consapevoli della loro funzione insostituibile anche nell’industria multimediale: Giornalisti a cui si chiede di non avere paura delle novita’ e dei cambiamenti in redazione”. (AGI)