TLC

20 giugno 2012 | 14:49

Tlc: Cardani; in ritardo, trovare via italiana al digitale

ROMA (MF-DJ)–L’Italia deve “recuperare il tempo e il terreno perduti” sul fronte della digitalizzazione, siamo “molto in ritardo” rispetto ai competitor europei, per cui “sara’ necessario pensare digitale” per la diffusione di Internet, ma anche per il rilancio del sistema produttivo nazionale.
Lo afferma nel corso di un’audizione alla Camera il presidente designato dell’Autorita’ per le tlc, Angelo Marcello Cardani, ricordando che l’Italia e’ “molto indietro” rispetto alla media europea su diversi fronti, al punto che “il peso dell’Ict sul Pil e’ oggi il 2%, a fronte del 5% che raggiunge in Gran Bretagna”. Per il docente della Bocconi, “dobbiamo colmare questo divario” in tempi rapidi, anche “in un periodo in cui dobbiamo prestare grande attenzione alla redditivita’ dei nostri investimenti”.
Secondo Cardani “occorre riuscire a trovare una via italiana alla digitalizzazione, che come sistema paese ci permetta di recuperare il tempo e le posizioni perdute”. L’Italia ha un “enorme potenziale di crescita”, anche “maggiore che altrove proprio perche’ siamo piu’ indietro”.
La realizzazione di una rete di nuova generazione, tuttavia, incontra in Italia “ostacoli e problemi maggiori che in altri Paesi”, perche’ siamo un Paese con meta’ dei cittadini che vivono in piccoli centri, il che “rende la creazione della rete ad alta velocita’ molto piu’ complessa” di quanto non sia in Paesi con una maggiore concentrazione della popolazione in grandi centri. “Questo rende pero’ determinante il tema dell’inclusione e dell’uguaglianza sociale” e quindi l’attenzione a garantire l’accesso a Internet a tutti.
Il candidato a guidare l’Agcom assicura che l’Unione Europea “deve essere il punto di riferimento”, mentre sara’ “necessaria una forte cooperazione fra regolatore e legislatore per trovare soluzioni congrue. La norma deve favorire e rendere possibile il cambiamento, il regolatore deve far si’ che avvenga nel modo piu’ efficiente possibile”. Altrettanto forte, conclude Cardani, deve essere “la cooperazione fra Agcom e Autorita’ Antitrust”.