Comunicazione

21 giugno 2012 | 9:20

Editoria: Fnsi sollecita governo, decreto non basta. Fondi per imprese

(ASCA) – Roma, 20 giu – ”La discussione sul decreto editoria che si apre al Senato e’ senz’altro molto interessante e parte da un provvedimento base che contiene linee di cambiamento. Non basta tuttavia a rassicurare un settore che alle incertezze delle trasformazioni in atto somma criticita’ aggravate dall’impoverimento delle risorse pubbliche disponibili per le testate non meramente commerciali. Giornali in cooperativa, politici e di idee, delle minoranze linguistiche e delle comunita’ italiane all’estero, radio sociali stanno gia’ pagando un prezzo troppo alto alla crisi e ai ritardi con i quali sono stati erogati i contributi di anni pregressi. Le certezze finanziarie sul conto 2011 – si legge in una nota della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – introdotte per iniziativa del Sottosegretario all’Editoria Peluffo hanno portato una boccata di ossigeno. Le nuove regole in discussione – interessanti per la maggiore selettivita’ dei criteri e il valore dato all’occupazione professionale – senza adeguata copertura finanziaria (per l’esercizio 2012, che e’ in corso, le politiche poliennali, allo stato attuale delle cose, prevedono solo 63 milioni di Euro) rischiano di restare un esercizio di corretta amministrazione pubblica e basta. Senza risorse altre testate sospenderanno le pubblicazioni o chiuderanno. Il ricorso ai contratti di solidarieta’ e’ in continuo crescendo, unitamente alla Cassa integrazione, segni di una situazione di grave allarme”. ”La Fnsi sollecita il Governo e il Parlamento a dare la giusta considerazione a questi allarmi ad assumere provvedimenti di sostanza perche’ si possa affrontare il capitolo rilancio e sviluppo. L’informazione e’ un bene percepito come immateriale ma e’ assolutamente considerato centrale per qualsiasi politica che voglia fondarsi sulla generazione di propositi e attivita’ di sviluppo. Il Sindacato dei giornalisti e’ disponibile a confrontarsi perche’ nodi centrali, come questi, per la ripresa del Paese siano sciolti affrontando le varie questioni con concretezza e scelte di sostanza”, conclude la Fnsi.