INTERNET:COMMISSIONE PE;NO AD ACTA;ORA A UN PASSO DA ‘MORTE’

COMMISSIONE COMMERCIO INTERNAZIONALE CHIEDE RESPINGERE ACCORDO

(ANSA) – BRUXELLES, 21 GIU – Il Parlamento europeo deve dire ‘no’ all’Accordo internazionale anticontraffazione Acta: è quanto ha chiesto oggi la commissione Commercio internazionale votando la raccomandazione (19 ‘no’ e 12 ‘si”) su cui si baserà  la decisione finale di tutta l’Eurocamera a luglio. “Acta non è l’accordo giusto per affrontare su scala commerciale la contraffazione e la pirateria – ha detto l’europarlamentare relatore David Martin (S&D) -. Con questo voto abbiamo fatto un passo avanti verso la morte dell’Acta”. La commissione commercio internazionale è titolare del dossier sul controverso accordo che mira a combattere la contraffazione e le violazioni di copyright in Internet. “Hanno vinto i cittadini e la democrazia – ha commentato il capodelegazione dell’Italia dei Valori, Niccolò Rinaldi (Alde) -. La voce dei cittadini è stata tenuta in considerazione dal Parlamento europeo. Rigettare l’Acta, però, non vuol dire fermarsi nella lotta alle contraffazioni”. “Dispiace – ha commentato l’europarlamentare Cristiana Muscardini (Fli), vice presidente della commissione Commercio Internazionale – che alcuni gruppi politici, socialisti, liberali, verdi, abbiano insistito per votare oggi senza attendere il parere della Corte di giustizia come era stato proposto dall’emendamento del gruppo dei Conservatori riformisti europei (Ecr) con l’adesione del gruppo Ppe”. La bocciatura odierna, del testo apparso sugli scranni delle istituzioni europee sin dal 2009, segue quelle precedenti della commissione giuridica, commissione industria, commissione libertà  civili, commissione giustizia e affari interni e commissione sviluppo.(ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Più di 30 milioni gli italiani online nel mese di febbraio, connessi principalmente da mobile. I dati Audiweb (INFOGRAFICHE)

Le dirette video di Facebook disponibili a tutti gli utenti. In Italia le stanno già sperimentando

Per cercare di superare la crisi l’ad di Twitter licenzia quattro dirigenti