Televisione

22 giugno 2012 | 14:26

RAI:PRODUTTORI TV, DA NUOVO MANAGEMENT REGOLE E INVESTIMENTI

L’APT CHIEDE RAPPORTI PIU’ EQUI E TRASPARENTI

(ANSA) – ROMA, 22 GIU – “Dal nuovo management della Rai l’industria di produzione indipendente si aspetta regole e prassi certe, prospettive di qualità  e investimenti futuri, rapporti più equi e trasparenti”. Lo dice in un comunicato l’Associazione Produttori Televisivi (Apt), di cui oggi si è tenuta l’Assemblea annuale. L’Assemblea ha approvato il bilancio dell’esercizio 2011 e ha discusso della situazione del settore. “L’APT prende atto delle indicazioni del Governo per il nuovo management della Rai, che considera come un segno di cambiamento. Ricorda che la Rai, soprattutto in un momento di crisi generale dell’economia del Paese, che ancora più fortemente si riflette su un settore, come quello dell’audiovisivo, da sempre in sofferenza per carenza di regole certe e di reale concorrenza, è un’azienda chiave per le imprese di produzione indipendente. Queste imprese danno lavoro a oltre 200.000 addetti e hanno subito, da parte della dirigenza Rai in uscita, riduzioni indiscriminate degli investimenti sul prodotto (-40% la sola fiction negli ultimi tre anni) che hanno causato perdite di migliaia di posti di lavoro, tra cui molti giovani. Per lo Stato una perdita economica di 46 milioni di euro (Fonte: dati CGIL-SLC) a causa delle delocalizzazioni derivanti da tale riduzione. Per l’Azienda stessa, infine, questi tagli hanno rappresentato un calo significativo negli introiti pubblicitari. Quando si deve adeguare gli investimenti allo stato di crisi, ancora di più si deve investire bene”. L’Apt continua: “Riteniamo anche che alcune delle professionalità  esistenti all’interno della RAI – al di là  di non auspicabili riciclaggi – possano essere valorizzate per affiancare ai nuovi gestori persone che abbiano indipendenza e competenza sul prodotto e che possano collaborare al rilancio dell’Azienda di Servizio Pubblico che può diventare la grande industria culturale del Paese, così com’é per le emittenti pubbliche nel resto dell’Europa”. (ANSA).