Televisione

22 giugno 2012 | 14:30

Rai: Paola Scarsi (candidata Cda) a Merlo, ecco l’azienda che vorrei

(ASCA) – Roma, 22 giu – Paola Scarsi, giornalista, esperta di comunicazione sociale, gia’ capo ufficio stampa del Forum del Terzo Settore e delegata presso la sede permanente di confronto tra Rai e societa’ civile, si e’ candidata al Cda Rai inviando il proprio curriculum vitae alla Commissione di Vigilanza. E per ”rompere il silenzio” che Giorgio Merlo, deputato Pd e vicepresidente della Commissione di Vigilanza, definisce ”assordante” sulle proposte relative al futuro della Rai da parte dei candidati al suo Cda, Scarsi riassume cosi’, in un comunicato, le sue priorita’: ”Una Rai piu’ attenta al sociale e alle istanze della societa’ civile, piu’ rispettosa delle donne, che recepisca richieste e esigenze delle minoranze tutte, meno dipendente dal marketing sfrenato, pronta a riappropriarsi del ruolo essenziale di servizio pubblico, piu’ aperta al mondo e meno coinvolta negli interessi di bottega”.
Quattro le sue ”proposte concrete”: 1) Dare valore economico al concetto di ”servizio pubblico”, trovando indicatori simili a quelli che si stanno individuando per la ”felicita’ individuale” e la ”felicita’ collettiva” o BES (benessere equo e solidale) quale valore oltre il Pil di un Paese. Temi gia’ trattati nel 1968 da Kennedy; 2) Attivare un censimento delle straordinarie risorse interne spesso non adeguatamente valorizzate, al fine di evitare inutili sprechi e doppioni, avviando una successiva azione di riconoscimento delle competenze ed assunzione di responsabilita’ a tutti i livelli cosi’ da iniettare nuovo orgoglio condiviso in tutti coloro che operano in questa grande azienda; 3) Realizzare una rete di accordi e di corrispondenze ”leggeri” dalle principali capitali del mondo cui dedicare ampio spazio. Se e’ sbagliato chiudere le sedi lo e’ ancora di piu’ sguarnite intere aree geografiche: un servizio pubblico deve parlare di tutto il mondo, da tutto il mondo; 4) Cancellazione del servizio informativo a pagamento ”RispondeRai”, cui gli utenti possono rivolgersi per avere informazioni e – e’ questo il paradosso – per esprimere opinioni.