Protagonisti del mese, Scelte del mese

25 giugno 2012 | 14:39

Morti noi? Ma non scherziamo!

In Italia la free press è in crisi per il calo delle entrate pubblicitarie, ma in molti altri Paesi va bene o benissimo. E il network di ‘Metro’ cresce e guadagna.
Se fosse un italiano se la tirerebbe che manco vi dico. Invece Per Mikael Jensen, president e ceo di Metro International, la compagnia svedese che ha inventato il quotidiano gratuito d’informazione, nemmeno un poco. È stato giornalista e, pensate un po’, ne va fiero. Anche perché quella sua esperienza gli torna utile per vendere gli 8,5 milioni di copie che Metro totalizza in tutto il mondo, da Stoccolma a New York, da Città  del Messico a Milano. In Italia Metro è nato nel luglio 2000 e nell’estate del 2008 è stato messo in vendita da Metro International. Dopo una trattativa andata a vuoto con il Gruppo 24 Ore, l’intesa è andata in porto alla fine del 2009 con lo stampatore Mario Farina che ha rilevato il quotidiano e siglato un accordo di franchising per l’uso del marchio Metro nel nostro Paese. Il direttore Giampaolo Roidi cita sempre una lettera di Carlo Castellani, un lettore, arrivata il giorno del suo insediamento alla guida del quotidiano, nel dicembre 2004, e che bene spiega l’appeal del giornale: “Se Metro avesse un costo e La Repubblica o il Corriere della Sera fossero in distribuzione gratuita, andrei a comprare il primo. Perché non posso dedicare ore a leggere notizie, perché non posso sfogliare pagine enormi nella calca, perché sono stufo della retorica dei giornalisti che riempiono le pagine di aggettivi, opinioni e dettagli inutili per dimostrare che si sono laureati in lettere, perché non uso il giornale per intrattenimento, ma per informarmi”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 429 – giugno 2012