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25 giugno 2012 | 14:36

Grillini e Pirati, rivali sul web

Sembrano il gigante e la bambina, ma già  da anni è in corso una lenta migrazione dal Movimento 5 Stelle verso il Partito Pirata italiano, cugino del Piratenpartei tedesco. Sia i grillini sia i Pirati vogliono correre per le politiche 2013, Grillo non scioglie la riserva su come verranno scelti i candidati. I Pirati invece hanno avviato le procedure e scelto il metodo: Liquid Feedback, strumento di e-democracy.
Sono nati dalla Rete. Vengono descritti come moderna frontiera della democrazia. Ma della Rete non sanno moltissimo. E con la democrazia forse vorrebbero averci a che fare un po’ di più di quanto l’organizzazione consenta loro. Sono quelli del tornado ‘Beppe Grillo e i suoi seguaci’: non chiamateli ‘grillini’ perché il capo non gradisce. I sondaggisti li rincorrono ritrovandoli al secondo posto in classifica tra le forze politiche italiane, i giornalisti straniti cercano di studiarli, sempre più cittadini pensano di votarli e molti tentano di organizzarsi nelle città  per aderire e diffondere questa stramba costellazione ‘a 5 stelle’. Ma quanto è facile aderire al M5S? E chi decide veramente nell’organizzazione? I sospetti sono venuti a più d’uno, dopo l’exploit di Parma, prima città  di medie dimensioni che abbia eletto un sindaco a 5 Stelle, Federico Pizzarotti. C’è chi dà  del padrone a Grillo, ma lui si definisce solo “l’ispiratore”, “il grande vecchio”. C’è chi bolla il tutto come un nuovo movimento verticistico e a tratti dittatoriale, ma il comico insiste che invece si tratta di “democrazia dal basso”. In tutta questa fiera di accuse e arringhe di difesa esiste una pista illuminante: il Partito Pirata italiano.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 429 – giugno 2012