Protagonisti del mese, Scelte del mese

26 giugno 2012 | 9:19

Roba nostra

C’è poco da fare, le donne amano la moda, la bellezza, si divertono con la cucina e la casa, ci sta pure che apprezzino quel modo di raccontare dalla loro parte i fatti di attualità , politica, economia. Ecco perché periodici e siti femminili sono il business che tiene in piedi molte case editrici e dove tutti vogliono esserci, come dimostra il lancio di F della Cairo Editore.
Sui femminili negli ultimi anni se ne sono dette e sentite di tutti i colori, nel bene e nel male. Le donne li leggono sempre meno e le giovani manco sanno che esistono, per loro conta solo il web; le donne li adorano, come si fa a immaginare un mondo senza quelle fantastiche foto di moda e di bellezza?; le vendite sono precipitate, i ricavi pubblicitari non ne parliamo; esiste qualcosa che diverte e fa sognare le donne più di un femminile?; il femminile tradizionale annoia, è alla frutta, e può sopravvivere solo con una formula ‘sporcata’ da people e attualità ; in fondo rimangono i giornali che sanno informare come piace a loro le donne anche su argomenti seri come il lavoro, i soldi, la politica. Tutte cose con una parte di verità , e che comunque non hanno scalfito nel mondo dei periodici il predominio dei femminili: per numero di testate, vendite complessive e soprattutto per fatturato pubblicitario.
Difatti, pensando soltanto agli ultimi mesi, a lanciare il guanto di sfida con nuovi femminili sono stati e saranno diversi editori: lo scorso autunno Condé Nast ha pubblicato il mensile Myself e Rcs MediaGroup ha rilanciato Amica trasformandolo alla radice; in Mondadori sono già  al lavoro sulla nuova Grazia che vedrà  la luce in settembre; alla Hearst Magazines Italia il cantiere è aperto sul settimanale Gioia. L’ultimo in ordine di tempo è Urbano Cairo che il 6 giugno ha portato in edicola il settimanale F, diretto da Marisa Deimichei, e con i primi due numeri ha fatto un bel botto: circa 360mila copie vendute del primo e pure del secondo.
Per curiosità  e per divertimento (e naturalmente senza alcuna pretesa di valore statistico) abbiamo pensato di parlare di femminili con un gruppo di giovani donne, dai 22 ai 30 anni, universitarie o neo laureate e una blogger di professione: proprio quelle che il luogo comune vuole vivano attaccate a Internet (preferibilmente via smartphone) snobbando femminili e carta stampata in genere.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 429 – giugno 2012