26 giugno 2012 | 13:08

La ‘mia’ Prealpina – Intervista a Daniela Bramati e Paolo Provenzi, editore e direttore della Prealpina (Prima n. 427, aprile 2012)

La ‘mia’ Prealpina
L’editoria locale è un’attività  sempre più difficile con costi e regole che si rifanno a quelli dei grandi quotidiani, ma Daniela Bramati, pur avendo avuto molte proposte d’acquisto per il suo giornale dopo la morte del marito Roberto Ferrario, ci ha pensato solo un attimo se continuare o cedere l’attività  di famiglia.
E poi ha deciso, insieme ai suoi figli, che fare l’editore “è un lavoro entusiasmante” e che valeva la pena di andare avanti
‘Piace al pubblico del Baff (Busto Arsizio Film Festival) il cortometraggio made in Prealpina’. Con questo titolo il quotidiano di Varese e del cosiddetto Alto Milanese La Prealpina riporta in prima pagina la notizia del successo ottenuto da ‘Lui dorme’ di Giorgia Cattorini. “L’opera”, spiega orgogliosa a Prima l’editore Daniela Bramati, “è frutto della borsa di studio del giornale all’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio, intitolata a mio marito Roberto Ferrario, editore e direttore della testata per molti anni, che ha sempre avuto la massima attenzione per i giovani, rincorrendo le novità  e le nuove tendenze”.
Nell’agosto del 2010, alla morte di Roberto Ferrario, e già  in piena crisi economica, Daniela Bramati, sia pure con una lunga esperienza commerciale, maturata come responsabile dell’ufficio pubblicità  della Provincia di Varese, rimane sola alla guida della Sev, Società  Editoriale Varesina, a cui fa capo La Prealpina. Dopo una breve riflessione se cedere o continuare l’impresa di famiglia, decide di portare avanti l’azienda, coadiuvata dai figli Davide, 34 anni, a capo del commerciale e della tipografia, e Paola, 32 anni, che sovraintende all’amministrazione. “Le pene sono state e sono quotidiane”, racconta, “ma è un lavoro entusiasmante, tutti i giorni c’è qualcosa di nuovo. Una ripetitività  sempre nuova che impegna su tutti i fronti dal mattino presto fino alla notte”.
Entrando nella sede del giornale, un’imponente palazzina di tre piani, ben visibile sulla destra appena usciti dall’autostrada Milano-Varese, si ha subito l’impressione di entrare in un’azienda solida, impegnata a stare al passo coi tempi, dove c’è poco spazio e tempo per l’apparenza e il passato. Certo una vecchia linotype non manca, ma sembra dimenticata lì insieme ad alcune pagine storiche del quotidiano. Come quella dedicata alla visita di papa Wojtyla a Varese e alla Madonna del Monte nel 1984, dal titolo ‘Eccolo tra noi’, che sovrasta una megaillustrazione del suo volto ancora giovanile, firmata Marcus.
Daniela Bramati ha l’ufficio appena entrati a sinistra. Una stanza spaziosa, arredata con l’essenziale, come è l’immagine che offre di se stessa. Elegante, curata, ma non vistosa, sia pure con un fisico tonico e un piglio deciso. L’azienda è diventata la sua casa e, dopo la morte del marito, si è buttata a capofitto a proseguirne l’indirizzo. “Il nostro è un territorio dinamico ed esigente”, spiega, “e l’editore locale non può rimanere fermo”. Così, prima si è impegnata a realizzare il modernissimo centro stampa che era il sogno di Roberto Ferrario, poi, dopo una riflessione durata forse un po’ troppo, si è lanciata nel multimediale.
Dal giugno scorso, è entrata in attività  la nuova tipografia del quotidiano, in grado di realizzare anche prodotti commerciali in alta qualità  e a basso costo, a Borsano di Busto Arsizio, nella sede dell’ex fabbricato tessile della famiglia Ferrario, che ha comportato un investimento di circa 7 milioni di euro. Situato sull’asse viario di Malpensa con collegamento diretto al Piemonte, il centro stampa gode di una conveniente posizione strategica per la distribuzione dei prodotti commerciali. “E grazie alla velocissima rotativa Goss, il giornale straccia la concorrenza, anche del Corriere della Sera”, dice compiaciuto il direttore, “quando arriva tardissimo una notizia importante o un aggiornamento su un seguitissimo fatto di cronaca”.
Da sei mesi alla guida della Prealpina, Paolo Provenzi, 48 anni, dieci anni al Giornale di Bergamo ed esperienze televisive, è consapevole della sfida impegnativa, ma dimostra grande entusiasmo. “Mi intrigava”, afferma, “la scelta dell’editore di lanciarsi a tutto campo nel multimediale, sia pure in maniera progressiva e nel rispetto delle compatibilità  economiche”. E così in breve tempo ha varato un sito Internet che privilegia chiarezza e immediatezza. Non si ispira ai grandi siti d’informazione, ma cerca una sua ragione e originalità . A partire dall’assenza nella barra delle categorie della politica e dell’economia.
Prealpina.it (e non LaPrealpina.it, come la testata del quotidiano, perché questo dominio appartiene a un’azienda di portasci e portabici) è divisa in tre parti: Edizioni, Rubriche e Servizi. Le Edizioni sono così suddivise: Dall’Italia, Dal mondo, Varese, Busto Valle Olona, Gallarate Malpensa, Alto Milanese, Saronno, Laghi. Le Rubriche riguardano nell’ordine: Salute, Motori, Cinema e teatro, Oroscopo, Meteo. Infine i Servizi: Annunci immobiliari, Annunci di lavoro, Annunci legali, Avvisi economici, Necrologie.
L’organizzazione del flusso delle notizie, rigorosamente in tempo reale, è altrettanto originale. È stata infatti pensata come un palinsesto televisivo, in modo da soddisfare le caratteristiche dei lettori di notizie della Rete che premiano la tempestività , ma anche per gestire meglio le potenzialità  della redazione.
Risultato: 15mila utenti unici al giorno già  consolidati e ricavi pubblicitari intorno ai 150mila euro all’anno. In particolare l’organizzazione del sito prevede che vi lavorino direttamente solo un caposervizio e due redattori part-time, mentre al flusso del testo di notizie in tempo reale partecipano pro quota tutte le redazioni di settore o di corrispondenza con diverso impegno a seconda delle fasce orarie. Quella dalle 8 alle 12 è considerata una fascia oraria di punta con notizie garantite dai redattori della cronaca nera e della giudiziaria, dotati di iPad per inviare i ‘pezzi’ anche se non si trovano in redazione. Fra le 12 e le 15 c’è una sorta di pausa pranzo durante la quale il caposervizio si dedica all’aggiornamento degli editoriali e agli interventi dei lettori. Nella fascia 15-20 confluiscono la maggior parte delle notizie, lunghezza massima 10-15 righe, sulla base delle decisioni della riunione mattutina o dell’attualità . In chiusura di ogni notizia, impaginata in ordine di importanza (a fine giornata sono circa una trentina, provenienti una o due da ogni settore o da ogni redazione di corrispondenza), si legge: ‘Altro servizio sulla Prealpina in edicola…’.
“Vogliamo certamente proseguire nello sviluppo della multimedialità  anche per quanto riguarda foto e video, avviando una web tv e posizionandoci anche su diverse piattaforme, come il prossimo lancio del quotidiano su iPad, ma siamo ben consapevoli”, rileva Daniela Bramati, “che i ricavi arrivano ancora soprattutto dalla carta stampata, sia pure in costante leggera flessione”.
Del resto La Prealpina non può restare immobile in un contesto come quello della Lombardia e soprattutto di Varese dove il web è in grande ascesa. Ben 14 sono già  le web tv del distretto varesino. Il sito Varesenews.it è attivo dal 1997 con circa 25mila visite giornaliere. C’è poi Malpensa24.tv con notizie aeroportuali e del Comune di Somma Lombardo, mentre il Comune di Busto Arsizio trasmette on line i consigli comunali.
Con una diffusione media di oltre 33mila copie e con circa 190mila lettori al giorno (una copia letta da più di sei persone, per l’abitudine di tutti gli esercizi pubblici di metterne una a disposizione dei clienti), La Prealpina è ancora l’incontrastata base dell’informazione, e il primo giornale – di gran lunga dopo arriva il Corriere della Sera – di un vasto e ricco territorio industriale a nordovest di Milano, da Legnano a Busto, fino a Gallarate e su per tutta Varese e provincia. Un successo che, sia pure stabilizzato negli ultimi sessant’anni dalla famiglia Ferrario con origini nel settore tessile, ha le sue ragioni nella lunga, radicata e capillare presenza sul territorio. La Prealpina (oggi fino a 72 pagine, di cui 48 a colori, e con un comodo formato 45/31) è su piazza da ben 124 anni, durante i quali, escludendo il periodo fascista, i direttori che si sono avvicendati, da Mario Gandini a Mario Lodi, da Mino Durand a Roberto Ferrario, hanno cercato di mantenere fede al motto del suo giovane fondatore, Giovanni Bagaini: “Dire la verità  sempre e a chiunque, usare giustizia a tutti e, per necessaria conseguenza, non essere l’emanazione di un partito o di una casta”. E ha sempre puntato, come tiene a sottolineare anche l’attuale direttore, a essere un giornale completo, con una selezione delle principali notizie nazionali e internazionali, coniugate nell’interesse dei suoi lettori.
“Anche oggi”, aggiunge Daniela Bramati, “offriamo un ampio panorama informativo e fa premio l’autonomia, nonché il distacco dalla politica e da qualsiasi portatore di interessi particolari. Oltre a essere la nostra storia”, afferma, “è la ragione della nostra forza. Ci considerano un’istituzione. Tutti i giorni La Prealpina presta infatti attenzione ai problemi e all’evoluzione sociale della nostra gente e della stessa politica. Come abbiamo dimostrato con lo spazio subito dedicato alla Lega, quando ancora veniva snobbata dai mezzi d’informazione. Bossi ci ringrazia sempre, anche se non gli risparmiamo alcunché in momenti difficili, come in questi giorni”.
Se è la cronaca dal territorio, soprattutto la cosiddetta ‘nera’ (a cui vengono dedicate 12-14 pagine su un totale di 50), a catalizzare l’interesse dei lettori, anche lo sport è un asse importante della diffusione del giornale. Tanto che il settimanale sportivo La Prealpina del Lunedi (35mila copie di tiratura), con il suo direttore Giorgio Minazzi, cattura lettori anche nell’area milanese. E altrettanto fa Lombardia Sport (38mila copie di tiratura), magazine settimanale, dedicato ai campionati giovanili di calcio, di basket e di pallavolo, in una fascia di età  fra i 10 e i 20 anni. Con una foliazione media di 40 pagine, formato quotidiano, Lombardia Sport nel settore dei giovani e giovanissimi è diventato un giornale leader nella regione. Altra pubblicazione settimanale del gruppo Sev è Lombardia Oggi, supplemento domenicale della Prealpina anch’esso diretto da Giorgio Minazzi, dedicato ad attualità , spettacoli, salute e turismo.
Quanto Daniela Bramati è loquace e trasparente sugli obiettivi e gli indirizzi del suo gruppo editoriale, tanto è riservata, come del resto nello stile di ogni medio imprenditore dell’area, nell’indicare il giro d’affari del suo gruppo. A fatica riusciamo a farci dire che la pubblicità  della Prealpina, con 4,8 milioni, ha mantenuto il fatturato dello scorso anno, quando però era aumentata del 5% rispetto al 2009. In particolare la locale, raccolta dalla concessionaria del gruppo, la Prochemi srl, ha avuto risultati migliori rispetto alla pubblicità  nazionale affidata alla Manzoni.
Un importante contributo ai ricavi della pubblicità , come per la maggior parte dei quotidiani locali, viene dai necrologi, che riempiono un paio di pagine tutti i giorni. “Se ci fosse da noi l’abitudine della foto, come in altre zone”, rileva l’editore, “le pagine sarebbero il doppio. Comunque anche così è una prassi consolidata che interessa tutta la nostra gente”. Il direttore Provenzi aggiunge che gli stessi necrologi compaiono free nel nuovo sito Internet e sono fra le pagine più consultate. “Dobbiamo fare però attenzione”, interviene l’editore, “a non disturbare la versione sul giornale cartaceo, che invece ci produce reddito. Anzi”, annuncia prontamente, “quanto prima faremo in modo di mettere i necrologi sul sito Internet solo il giorno dopo l’avvenuta pubblicazione sul quotidiano”.
Questa attenzione a difendere il prodotto cartaceo è lo stile di un editore che tiene botta alla crisi, con una vigilanza continua su costi e ricavi, e al tempo stesso non vuole però trovarsi spiazzato di fronte agli imprevisti di un futuro ancora poco chiaro per l’editoria giornalistica. Atteggiamento che riflette in sostanza quello dell’imprenditoria di Varese e dell’Alto Milanese, alla quale appartengono importanti firme dell’industria nazionale, da Alenia a Cagiva, che, come evidenzia una recente ricerca di mercato della Camera di commercio di Monza e Brianza riportata dalla Prealpina, se la sono cavata meglio di tanti altri. Nel modo di affrontare la crisi, gli imprenditori intervistati si sono dimostrati fondamentalmente tradizionalisti: il 27,9% ha risposto che basta creare nuove linee di prodotto, un altro 27,9% ha sostenuto che bisogna individuare nuovi mercati. Come a dire: rimbocchiamoci le maniche e facciamo quello che abbiamo sempre fatto.
“Nel gruppo, fra giornalisti, tipografi, pubblicitari e impiegati, siamo un centinaio. Noi editori di realtà  giornalistiche locali, sia pure fortemente radicate nel territorio, rischiamo però di essere spazzati via o di essere inglobati dai grandi gruppi editoriali”, avverte Daniela Bramati, “se continueremo a dover operare con contratti di lavoro che non rispondono più alle nostre esigenze, sempre più specifiche rispetto ai grandi quotidiani nazionali. Inoltre”, aggiunge, “se dovessero essere applicate alla lettera le novità  legislative di questi giorni in tema di lavoro, e mi riferisco al trattamento dei collaboratori, che da noi sono tantissimi, sarebbe davvero la fine”.
“Nella nostra redazione”, precisa il direttore, “ci sono in totale 27 articoli 1 e 5 articoli 2. Una decina di giornalisti coprono la redazione centrale di Varese e anche Valli e Laghi, gli altri sono distribuiti nelle redazioni di Busto, Gallarate, Saronno, Legnano. Una parte fondamentale è affidata ai collaboratori a pezzo. In ciascuno dei 142 comuni del territorio dove La Prealpina viene distribuita, abbiamo poi dei collaboratori che ci inviano corrispondenze”.
“Se dovessimo stabilizzare le collaborazioni secondo la normativa che sembra affacciarsi”, afferma Provenzi, “sarebbe un disastro. Tanto più che siamo già  con l’acqua alla gola”, si espone ancor più dell’editore, “per la mancanza nel nostro contratto giornalistico di figure professionali diverse a seconda dei lavori diversi e specifici che il digitale ha introdotto. Non si può certo andare avanti, e soprattutto nei giornali locali, considerando tutti aspiranti grandi firme con stipendi fuori mercato”.
Insomma, un lamento in più dalla Varese ‘leghista’ verso Roma, dove hanno sede le due organizzazioni di categoria, la Federazione editori e la Federazione della stampa, che secondo Provenzi l’innovazione finora l’hanno solo raccontata e anche non tanto bene. E non è solo per una presa di posizione ‘dovuta’ dalla ‘patria’ di tanti noti esponenti della Lega, come Roberto Maroni (ma anche del presidente del Consiglio, Mario Monti).
L’editore della Prealpina e soprattutto il suo direttore sembrano quanto mai decisi a portare i loro problemi, che sono poi quelli di tutta la stampa locale, a un tavolo di discussione tanto sindacale che governativo. Infatti, se in passato gli editori locali hanno dovuto abbozzare davanti al maggior peso politico della grande stampa nazionale, oggi con la crisi che impazza vedono restringersi i loro margini di tenuta e pensano che siano necessari percorsi differenti anche sul piano della rappresentanza.
Nel salutarmi, Daniela Bramati si allontana per prendere una copia della pubblicazione speciale ’100 anni La Prealpina’ realizzata appunto in occasione del centenario: una raccolta delle prime pagine e degli articoli più significativi di cronaca nera, politica, sport, spettacolo. “La può tenere”, mi dice, lasciando ben trasparire l’importanza del dono, perché c’è dentro la preziosa storia ‘in diretta’ del ‘suo’ giornale e di quella terra che dal 1888 presidia.

Claudio Sonzogno