Editoria

26 giugno 2012 | 15:01

Editoria/ Il futuro delle agenzie di stampa in un convegno a Roma

Coordinamento dei Cdr: Costruire un nuovo modello industriale
Roma, 26 giu. (TMNews) – Le agenzie di stampa sono il fronte più esposto nella ristrutturazione dell’editoria, ma anche un settore che ha ampie possibilità  di trasformazione se sarà  in grado di cogliere le opportunità  della transizione al multimediale mantenendo la funzione di mediatore di qualità  delle notizie. Se ne è parlato oggi a Roma in un convegno intitolato “Un take al futuro”, organizzato dall’Associazione stampa romana (Asr) e dal Coordinamento dei Comitati di redazione (Cdr) delle agenzie di stampa.
“Le aziende di questo specifico settore dell’editoria devono costruire un nuovo modello industriale, lavorare al loro futuro, ragionando sul serio di innovazione, formazione, e di un problema del tutto nuovo nella nicchia delle agenzie di stampa: il ‘brand’”, spiega la relazione presentata dal coordinamento.
“Perché – continua – si ha un bel dire che la rivoluzione digitale diluisce i confini tra editori di un settore e dell’altro. Ma per vendere prodotti informativi sul mercato retail, ai consumatori, ai possessori di tablet e smartphone, serve un marchio riconosciuto, credibile, autorevole”. In questo senso è necessaria anche una trasformazione delle regole che sottendono il lavoro giornalistico. Paolo Butturini, segretario dell’Asr ha sottolineato che proprio le agenzie di stampa sono quelle che “hanno più cambiato pelle” nell’affrontare la rivoluzione digitale e anche il contratto nazionale attuale è “insufficiente” a intercettare la trasformazione.
Al convegno hanno preso parte il presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Giulio Anselmi, che è anche presidente dell’Ansa, e il segretario del sindacato unico dei giornalsiti, la Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi. Anselmi ha voluto sfatare due “luoghi comuni”. Non è vero – ha detto il presidente Fieg – che le notizie non valgono più nulla e i giornalisti non servono più. La chiave della mediazione giornalistica – ha spiegato – “è la qualità ”. Siddi, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di “affrontare la sfida della trasformazione”. Roberto Iadicicco, direttore dell’agenzia Agi, dal canto suo, ha detto che accanto alla qualità  come base del futuro delle agenzie è nell’internazionalizzazione. Un accento sul rapporto con il governo è stato posto da Brunetto Tini, presidente e amministratore delegato di TM News e coordinatore delle agenzie di stampa in ambito Fieg, che ha ricordato che il finanziamento pubblico per le agenzie non è un contributo, ma una fornitura di servizio e ha posto la questione delle possibili aggregazioni tra agenzie. Temi, questi, ripresi da Roberto Marino del Dipartimento editoria della presidenza del Consiglio, per il quale “in tempi di ‘spending review’ è difficile giustificare un finanziamento a una quantità  di agenzie di stampa” superiore a quella di qualunque altro paese.