Televisione

27 giugno 2012 | 10:08

RAI: NULLA DI FATTO IN VIGILANZA, STALLO SU RINNOVO CDA

PDL E LEGA FANNO MANCARE NUMERO LEGALE E SFIDANO LINEA MONTI

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 26 GIU – Niente di fatto: come da previsioni, slitta il rinnovo del consiglio di amministrazione della Rai. I membri del Pdl e della Lega hanno fatto mancare il numero legale in Commissione di Vigilanza, provocando le proteste del centrosinistra. Ufficialmente il Pdl si appella alla giornata particolarmente intesa, ma la motivazione è tutta politica ed é legata da un lato alle tensioni con il governo e dall’altro alle difficoltà  di ottenere la maggioranza dei sette membri che spetta eleggere alla bicamerale. La decisione di disertare San Macuto non deve aver fatto piacere al premier Mario Monti, che solo ieri aveva ricevuto Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola, indicati come direttore generale e come presidente, lasciando intendere che un passo indietro sulla Rai è impensabile. In Vigilanza la seduta è durata giusto il tempo di prendere atto dell’assenza del numero legale (21 membri sui 40 della bicamerale). Domani sera è in programma l’ufficio di presidenza della bicamerale che dovrebbe decidere di riconvocare il seggio tra martedì e mercoledì della prossima settimana. Anche in caso di voto, quindi, l’assemblea degli azionisti in programma il 3 luglio per le nomine dei vertici dovrebbe andare a vuoto. Anzi non sono in pochi a questo punto a ritenere che i tempi si possano allungare parecchio. Dal Pdl spiegano che molto dipenderà  dall’esito del vertice di Bruxelles di giovedì: se Monti dovesse risultare indebolito e l’ipotesi di elezioni entro l’anno rafforzarsi, al partito converrebbe andare al voto con l’attuale cda nel quale mantiene la maggioranza. Il Pdl potrebbe comunque presentarsi al voto in caso di appoggio della Lega che consentirebbe di eleggere quattro consiglieri (possibile la conferma dei tre membri dell’attuale cda e nuovi arrivi: tra i papabili Guido Paglia, Rubens Esposito, Enzo Iacopino, Enrico Pazzali, Giancarlo Galan, Mauro Miccio). Davide Caparini della Lega assicura: “Non indichiamo nessuno nel cda della Rai e ci asterremo”. Una dichiarazione che provoca qualche irritazione nel Pdl, dove c’é chi ricorda l’appoggio dato alla nomina di Giovanna Bianchi Clerici all’Autorità  garante della privacy. Nel centrosinistra, poi, sospettano che alla fine la Lega cambierà  linea, schierandosi con gli ex alleati. “Riteniamo che si possa convocare presto la Commissione per procedere con il voto”, fa sapere Alessio Butti del Pdl. In mattinata erano stati Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto a chiedere al presidente della Commissione Sergio Zavoli il rinvio per la concomitanza di altri impegni. “E’ da irresponsabili la scelta di Pdl e Lega”, afferma Fabrizio Morri del Pd, invitando Monti a convocare i vertici dei partiti per “richiamare all’ordine il Pdl”. C’é anche chi ipotizza, per mettere fine allo stallo, un commissariamento dell’azienda pubblica legato all’andamento negativo della raccolta pubblicitaria. La praticabilità  di questa mossa dal parte del governo è però tutt’altro che pacifica. Oggi in Vigilanza erano presenti in 18 e di questi solo 16 hanno votato: gli 11 del Pd, che hanno espresso la loro preferenza per i candidati delle associazioni Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi e i 5 del Terzo Polo (tra questi l’Udc vuole confermare Rodolfo De Laurentiis, mentre Flavia Perina di Fli appoggia la richiesta dell’elezione di una donna avanzata da ‘Se non ora quando’). Non hanno ritirato la scheda Pancho Pardi dell’Idv (l’altro membro del partito Nello Formisano non si è presentato), che non condivide la scelta del leader Antonio Di Pietro di disertare il voto in polemica con le logiche lottizzatorie, ed il radicale Marco Beltrandi. A Viale Mazzini, il presidente Paolo Garimberti esprime preoccupazione per uno stallo “che non giova all’azienda”, l’Usigrai minaccia lo sciopero in caso di un nuovo stop, mentre i dirigenti dell’Adrai rendono noto il loro “sconcerto per l’ennesimo stop”.(ANSA).