Intelligenza Artificiale/ Google-computer riconosce i gatti

Può “ragionare” attraverso analogie
Roma, 27 giu. (TMNews) – Una delle differenze principali fra cervello umano e cervello elettronico è che quello umano riesce a ragionare per analogie: per esempio, se vede un gatto, riconosce come “gatti” quelli di qualsiasi razza, anche se hanno colore del pelo o aspetti diversi. Un computer, invece, se identifica come “gatto” un siamese, non riconosce come tale un angora (a meno che non sia munito di un programma molto complicato e non sempre affidabile”). I ricercatori del famoso e segretissimo “Laboratorio X” di Google, sembra abbiano superato questa difficoltà , mettendo a punto un simulatore di rete neurale in grado di funzionare per analogie. Questo, nell’ambito di un progetto che studia l’intelligenza artificiale e ne verifica la capacità  di apprendimento.
Il network costruito dai ricercatori di Mountain View è basato su mille computer collegati in rete, per un totale di 16mila diverse unità  computazionali. In questo modo si è riusciti a simulare il funzionamento di una parte della corteccia visiva del cervello umano. I ricercatori hanno “mostrato” al network neurale una grande quantità  di video con protagonisti i gatti: alla fine, il network si è dimostrato in grado di riconoscere da solo il concetto di “gatto”. Certo, siamo ancora un po’ lontani dalle prestazioni umane: a noi basta vedere due o tre gatti per capire con che cosa abbiamo a che fare, anche quando siamo in presenza di un soriano, un certosino o un gatto di Man (quelli senza coda). Per raggiungere lo stesso risultato, al computer è stato necessario vederne qualcuno di più: per l’esattezza, dieci milioni di filmati di gatti. Ma è un primo passo, secondo gli esperti molti significativo, in direzione dell’Intelligenza Artificiale. Google ha deciso di spostare il progetto dal Laboratorio X alla divisione impegnata sulla ricerca web, per sviluppare algoritmi d’apprendimento in grado di migliorare la ricerca su grandi quantità  di informazioni.

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