Comunicazione, New media

27 giugno 2012 | 16:06

Facebook: concluso ‘black period, analisti prudenti

MILANO (MF-DJ)–Raffica di avvii di copertura sul titolo Facebook con gli analisti delle banche coinvolte nella quotazione del social network che hanno espresso valutazioni prudenti e non cosi’ ottimistiche come alcuni avevano previsto. Scaduti ieri i 40 giorni di “silenzio” per gli analisti delle banche che ha sottoscritto l’offerta pubblica iniziale, il social network ha ricevuto rating contrastanti con otto buy, nove hold e un sell. Quattro delle sette banche underwriter maggiormente coinvolte, Barclays, Citigroup, Credit Suisse e Bank of America Merrill Lynch, hanno invece raccomandato il titolo con un rating neutral. BMO Capital Markets, che ha ricevuto meno di un milione di azioni da collocare, ha assegnato un rating underperform, una raccomandazione equivalente al sell, e target price di 25 usd al titolo Facebook che oggi tratta a Wall Street in calo di oltre il 2% rispetto ai 33,1 usd della chiusura di ieri.
Tra le maggiori banche Credit Suisse e’ stata le meno ottimista assegnando un rating neutral e un target price di 34 usd.
“In qualita’ di principale piattaforma di social-media, consideriamo Facebook ben posizionata per sfruttare la crescita
dei social-media. Tuttavia, la valutazione sembra gia’ tener conto del potenziale rialzo, limitando il nostro entusiasmo
nel breve termine”, ha scritto l’analista Spencer Wang.
Morgan Stanley, JP Morgan Chase e Goldman Sachs, le tre banche che hanno collocato il maggior numero di azioni, raccomandano
il titolo con un buy. Morgan Stanley, il lead underwriter dell’offerta, ha avviato il titolo con un tp di 38 usd, pari al
prezzo del collocamento, anche se le azioni dal debutto hanno trattato ben lontane da tale valore. Ancora piu’ ottimiste
si sono rivelate Goldman Sachs e Jp Morgan che hanno assegnato un prezzo obiettivo rispettivamente di 42 e 45 usd.
Morgan Stanley, attualmente sotto accusa per le modalita’ di gestione dell’Ipo, caratterizzata da numerosi problemi in occasione del debutto sul Nasdaq, ha espresso fiducia sul futuro dei servizi di Facebook in particolare per quelli legati alla telefonia mobile, ma l’analista Scott Devitt vede nello scenario dei prezzi della pubblicita’ un rischio chiave per l’azienda californiana. A tal proposito l’analista di BMO Daniel Salmon ha indicato proprio nei servizi pubblicitari di Facebook una delle motivi principali che hanno portato a raccomandare il titolo con un sell. “Con la decelerazione della crescita degli utenti, il pricing power sara’ fondamentale per sostenere la valutazione”, ha affermato l’esperto. Le valutazioni dei sottoscrittori dell’Ipo di Facebook era previsto ricevessero una notevole attenzione. Le banche hanno subito pesanti critiche per il prezzo di collocamento di 38 usd, considerato da molti troppo elevato in virtu’ del crollo dei corsi azionari gia’ il giorno del debutto in Borsa. Oltre una dozzina di analisti hanno avviato la copertura sul titolo prima della conclusione del cosiddetto ‘black period’. Non essendo state coinvolte nell’offerta pubblica iniziale, banche e broker di piccole dimensioni potevano infatti esprimere i propri giudizi tramite i loro analisti, che hanno assegnato raccomandazioni contrastanti e un prezzo obiettivo medio di 37,8 usd. Herman Leung di Susquehanna International Group rimane il piu’ ottimista avendo assegnato un outperform e tp di 48 usd, mentre il piu’ pessimista e’ Carlos Karjner di Bernstein Research con un prezzo obiettivo di 25 usd e un rating underweight.
Morgan
Stanley, Jp Morgan, Goldman Sachs, Rbc Capital Markets, Wells Fargo, Oppenheimer, Piper Jaffray e William Blair raccomandano
il titolo Facebook con rating buy o un giudizio equivalenti come outperform o overweight. E’ superiore pero’ il numero di
banche con un rating neutral: Bank of America, Barclays, Citigroup, Credit Suisse, Lazard Capital Markets, Raymond James,
Stifel Nicolaus, Cowen & Co. e Pacific Crest. BMO e’ l’unica tra i sottoscrittori con una valutazione negativa di underperform.

Secondo i dati della societa’ di ricerca e consulenza Ipreo, tra il 2006 e al 2011, 700 aziende che hanno lanciato un’offerta pubblica iniziale hanno ricevuto dagli analisti una raccomandazione media iniziale di “hold” o “buy” dopo 40 giorni, mentre solo sette hanno ricevuto un “sell”. mur