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24 settembre 2012 | 9:03

àˆ come guidare una Ferrari

“L’ispirazione è liberal, ma sulla nostra piattaforma daremo spazio a tutte le voci, soprattutto attraverso i blog: ognuno potrà  scrivere quello che gli pare, salvo gli insulti e le volgarità , perché è bandito il linguaggio violento, inutilmente aggressivo; useremo un software, che si chiama   Julia, per eliminare le parole politicamente scorrette”. Lucia Annunziata descrive in un’intervista sul numero di settembre di ‘Prima Comunicazione’ come sarà  l’edizione italiana dell”Huffington Post’, di cui è direttore.
Il giornale on line, che nasce da una partnership tra il gruppo Aol, a cui fa capo l”Huffington Post’, e il Gruppo Editoriale l’Espresso, debutterà  il 25 settembre.
I blogger sono una parte essenziale del nuovo progetto. “Iniziamo con circa duecento – afferma Annunziata – ma finché non arriviamo a seicento non mi sento tranquilla. L’edizione americana ne ha 30mila, di cui almeno 10mila veramente attivi. Questo è il cuore dell”Huffinghton Post’, che è appunto una piattaforma tecnologica per far parlare le persone, farle discutere”.
Tra i blogger italiani ci sono molti nomi noti, come   Giulio Tremonti, Maurizio Landini, Ilaria Cucchi, Daniela Santanchè. E molte persone comuni. “I blog non sono un prodotto giornalistico, sono commenti, opinioni su fatti in genere noti; ed è uno dei motivi per cui i blogger non vengono pagati”, precisa il direttore del nuovo giornale on line.
I post dei blog occupano la colonna di sinistra dell’home page. La colonna centrale contiene le ‘hard news’ di politica, economia e le grandi questioni sociali: questa è la parte giornalistica. “La colonna di destra   è fatta di social news, una sorta di fritto misto, ma nessuna galleria sessuale, nè diretta nè indiretta, perché io quella roba non la voglio”, aggiunge Annunziata.
Quella dell”HuffPost’ italiano sarà  una struttura giornalistica tradizionale. “Per ottenerla ho fatto una battaglia con gli americani, che invece hanno solo gente di desk”, dice Lucia Annunziata. “Noi avremo due inviati di economia e due di politica, e un giro di collaboratori fissi su Milano, Bruxelles e la Germania”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 431 – settembre 2012