Televisione

01 ottobre 2012 | 15:47

TV:ANDREATTA,PER FICTION FAVORIRE RIPRESE IN ITALIA

CRISI SI FA SENTIRE, MA NON RINUNCIARE A QUALITA’

(di Nicoletta Tamberlich) (ANSA) – ROMA, 1 OTT – “Per la Rai in quanto servizio pubblico la fiction è un valore: rappresenta la grande fabbrica di racconto di un Paese. La forza di questo genere riesce ad aggregare un pubblico ancora numeroso, nonostante la frammentazione dell’offerta televisiva. Questi risultati, però, non hanno arginato la diminuzione degli investimenti pubblicitari e la crisi economica si fa sentire. Anche le risorse sul mercato internazionale, non sono aumentate negli ultimi anni”. E’ quanto fa notare Eleonora Andreatta, neo direttore di Rai Fiction, nella sua prima uscita pubblica, intervenendo al convegno ‘Le risorse pubbliche per la fiction in Europa e nei principali paesi europei’, svoltosi oggi al RomaFictionFest, e durato quattro ore. Rai Fiction, ha assicurato Andreatta “lavorerà  per cercare di trovare accordi meno sporadici e più strutturali con le altre televisioni pubbliche europee, ma questo potrà  riguardare solo alcuni progetti per loro natura più internazionali”. Perché ha insistito “la fiction è soprattutto rappresentazione del vissuto di un Paese”. E’ quindi necessario, ha tenuto a sottolineare il direttore di Rai Fiction, “pensare a come trovare risorse anche a livello locale che contribuiscano a mantenere alta la qualità  del prodotto. Il che significa qualità  di sceneggiature, attori, e anche delle locations”. Insomma argomenta Andreatta “la localizzazione delle riprese e la valorizzazione della ricchezza e unicità  del contesto italiano è stato sempre un punto sul quale ho molto insistito. Per questo io cercherò di favorire le riprese in Italia. A questa intenzione deve quindi corrispondere una disponibilità  da parte di tutti a rendere conveniente questa scelta”. Per il direttore di Rai Fiction “questo dovrebbe servire da stimolo anche per favorire quelle iniziative di finanziamento locale, nascita di fondi, provvedimenti fiscali che caratterizzano il resto d’Europa, dalla Germania alla Spagna, dalla Francia ai Paesi Scandinavi”. “Speriamo – conclude – questa sfida possa essere raccolta anche da parte di chi al Governo o nelle amministrazioni locali si occupa di audiovisivo, ma non si può aspettare passivamente che questo accada, bisogna provare ad essere propositivi. I broadcaster e i produttori in questo dovrebbero essere partner che collaborano alla crescita del settore e allo sviluppo della qualità  del prodotto”.