TLC

22 ottobre 2012 | 14:00

TLC: IBL, AGCOM ‘PRENDA DI PETTO’ PROBLEMA DELLA CONCORRENZA

(AGI) – Roma, 22 ott. – L’Agcom dovrebbe “prendere di petto il tema della concorrenza, soprattutto nella telefonia fissa”: lo sostiene l’Istituto Bruno Leoni, nel report “La regolamentazione delle telecomunicazioni. Un bilancio dell’Agcom 2005-2012 e l’agenda per il prossimo settennato”, che analizza la relazione tra le misure intraprese dall’Autorita’ e l’andamento del mercato tra il 2005 e il 2012 e constata che alcune delle principali decisioni dell’Agcom hanno avuto effetti solo in parte soddisfacenti (l’approvazione degli impegni di Telecom Italia sulla nuova disciplina dell’accesso alla rete) o tout court negativi (l’aumento dei canoni di unbundling). L’auspicio dell’Ibl e’ che il nuovo consiglio dell’Agcom “non sprechi tale preziosa opportunita’”.  Il mercato del fisso in Itala “la cui contrazione non e’ compensata dall’andamento del mercato mobile”, si legge nel report dell’Ibl, “e’ influenzato dalla presenza di un incumbent che ha una quota di mercato ancora elevata, che continua a generare cassa e a registrare margini operativi stabili e soddisfacenti, mentre e’ preoccupante la situazione degli operatori alternativi a causa dell’aumento dei costi wholesale (dal 2008 in poi) a solo vantaggio di Telecom Italia. Cio’ comporta la necessita’ di un forte controllo delle condizioni economiche di accesso alla rete in rame di Telecom Italia”. Anche nella banda larga, prosegue l’Ibl, “si evidenzia la dominanza di Telecom Italia e l’assenza di infrastrutture alternative alla rete in rame dell’incumbent fa collocare l’Italia tra i paesi europei con il minor livello di penetrazione e qualita’ del servizio”.  Per l’Ibl, dunque, spetta al nuovo cosiglio dell’Agocm “risolvere questioni complesse ereditate”, come i prezzi di accesso alla rete in rame, la neutralita’ della rete, gli obiettivi dell’agenda digitale europea, attraverso “un reale impatto positivo al contesto competitivo”