Editoria

24 ottobre 2012 | 11:57

SALLUSTI: PRIMO SI’ AL DDL, PROTESTE PER MULTE SALATE

VIA CARCERE PER GIORNALISTI. SCONTRO TRA DIRETTORE E CASSAZIONE

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 23 OTT – Via il carcere per i giornalisti, restano le multe fino a 100 mila euro. Il ddl sulla diffamazione passa in Commissione Giustizia al Senato e domani andrà  in Aula, dove già  si annuncia battaglia a colpi di emendamenti. Fuori da Palazzo Madama non si ferma, nonostante il ritiro della cosiddetta norma anti-Gabanelli, la protesta della Fnsi contro “una legge liberticida”. Sullo sfondo, lo scontro tra Alessandro Sallusti e la Cassazione. La Corte Suprema, nella motivazione della sentenza di condanna a 14 mesi di reclusione, parla di “spiccata capacità  a delinquere” del giornalista, che replica: “Ne risponderanno, non si può giocare con la vita delle persone”. La Commissione ha approvato, con qualche modifica, il testo messo a punto dai relatori Filippo Berselli del Pdl e Silvia Della Monica del Pd, che dovrebbe avere il via libera giovedì. La multa resta da 5 mila a 100 mila euro, ma sarà  commisurata alla gravità  dell’offesa e alla diffusione della testata. In caso di recidiva la multa è raddoppiata ed è prevista come pena accessoria la sospensione dalla professione e dall’attività  fino a sei mesi e poi, in caso di recidiva reiterata, fino a tre anni. La pena è aumentata, inoltre, in caso di comportamento doloso, che coinvolge anche l’editore. Nel ddl si prevede l’obbligo della rettifica, non solo per la stampa periodica, ma anche per i libri, e la pena viene aumentata o diminuita in funzione della sua pubblicazione o meno. La disciplina viene estesa alle testate giornalistiche diffuse anche per via telematica, ma il tema è aperto. Nel Pdl c’é chi vorrebbe includere anche i blog, mentre nel Pd alcuni senatori preferirebbero riferirsi solo alle edizioni telematiche dei giornali cartacei. Prevista, anche, la possibilità  di chiedere la cancellazione dei contenuti diffamatori da siti e motori di ricerca, ma il punto è contestato. Dal Pd, Anna Finocchiaro annuncia emendamenti di gruppo, entro il termine di domani alle 12, proponendo una riduzione del tetto massimo per le multe. Non è detto, però, che il partito si muova compatto, anche perché in Commissione il voto contrario di Alberto Maritati è stato decisivo nel far cadere un emendamento che abbassava la pena massima a 50 mila euro. Il Pd avanza dubbi anche sulla la decurtazione dei fondi per l’editoria, prevista in caso di condanna. Dal Pdl, dove non mancano le voci critiche, Maurizio Gasparri parla di “testo equilibrato” perché prevede “l’eliminazione del carcere e l’affermazione che non esiste un diritto a diffamare”. Non la pensa così il segretario della Fnsi, Franco Siddi, che in piazza al Pantheon davanti a giornalisti e politici, definisce il ddl “una minaccia alla libera stampa” e “non sufficienti i passi avanti fatti con l’eliminazione della norma anti-Gabanelli”. Il senatore del Pdl, Giacomo Caliendo, ha ritirato l’emendamento che prevedeva la nullità  delle clausole contrattuali che lasciavano solo all’editore gli oneri derivanti da una condanna, ma non ha escluso di ripresentarla in aula. Il ddl, dopo il Senato, andrà  alla Camera e deve essere approvato in tempi rapidi per evitare il carcere a Sallusti, che ha già  rinunciato all’affidamento ai servizi sociali e potrebbe presto finire in galera. La Cassazione, nelle motivazioni della sentenza di condanna per diffamazione, sottolinea “la gravità ” della “campagna intimidatoria” e “diffamatoria” condotta quando era direttore di Libero. “Non si può dare del delinquente a un giornalista che non ha mai subito altre condanne”, replica il direttore del Giornale, che non risparmia insulti nei confronti della Suprema Corte. Insorge anche Fabrizio Cicchitto che parla di “attacco politico”. Il vicepresidente italiano della Commissione Ue, Antonio Tajani, ha inoltre scritto una lettera alla collega Viviane Reding, responsabile per la giustizia, per vigilare sulla vicenda del giornalista e sul ddl. (ANSA).