Editoria

29 ottobre 2012 | 11:11

DDL SALLUSTI: DOMANI AL SENATO,MA E’ ALLARME ‘BAVAGLIO’

FNSI CONTRO LA LEGGE. VOCI PD E PDL CHIEDONO STRALCIO E RINVIO

(di Aldo Puthod). (ANSA) – ROMA, 28 OTT – Meglio rinviare in commissione la legge antidiffamazione e approvare la sola norma anti-carcere (cioé quella salva-Sallusti). L’idea inizia a circolare e a farsene portavoce sono due senatori degli opposti schieramenti politici, il pidiellino Salvatore Lauro e il democratico Vincenzo Vita più sensibili ai rischi per la libertà  di stampa. Perché c’é, come sottolinea Lauro, uno “spirito punitivo” contro i giornalisti che lascia prevedere che nulla di buono possa venire da questa legge messa in piedi in fretta in furia per salvare Sallusti dal carcere e divenuta via via tutt’altro, una nuova legge-bavaglio. L’hanno capito bene i giornalisti che ormai sono presenti quasi stabilmente nei pressi di Palazzo Madama e che anche domani faranno un presidio a piazza del Pantheon. In gioco c’é ben più della libertà , per quanto sacrosanta, del direttore di quotidiano. “L’intesa sul progetto di legge relativo alla diffamazione a mezzo stampa – ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi – appare un’intesa tutta loro, un equilibrio tra spinte politiche”, “si tratta di una mediazione tra emendamenti tutti inaccettabili, punitivi e lesivi del diritto di cronaca e inidonei a ripristinare la dignità  di persone danneggiate da eventuali errori o orrori di stampa”. Che così stiano le cose lo fa capire anche il pd Vita, che di stampa si occupa non da oggi: “Si tratta di argomenti delicatissimi che attengono ai diritti e alle libertà  e che dunque non possono essere semplificati sull’onda di un’emergenza come è il caso Sallusti”. Intanto, però, domani il provvedimento torna all’esame dell’aula del Senato, dopo lo ‘stop’ di venerdì scorso dato che il fronte dei falchi rischiava di far saltare il fragile equilibrio trovato tra Pd e Pdl. La giornata si era subito complicata perché dopo l’approvazione della norma che evita il carcere per il giornalista (con il voto segreto promosso da Rutelli) erano arrivati una serie di voti e di prese di posizione che di fatto inficiavano l’accordo. Come la conferma, con un voto trasversale che contraddiceva la posizione di maggioranza, della norma che impone ai giornali condannati per diffamazione di restituire parte dei contributi pubblici ricevuti. O come la china che stava prendendo la discussione sulla riduzione del tetto massimo delle multe da 100 a 50mila euro. Un punto sul quale è stato Rutelli a coagulare un ‘fronte’ anti-stampa con un intervento nel quale ha ribadito il suo no al “discount della diffamazione” e al “killeraggio mediatico”. E dato che a quel punto gli accordi sulla legge sembravano a un passo dal saltare, era dovuto intervenire il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, d’accordo con la presidente Pd Anna Finocchiaro per dare uno ‘stop’ e rinviare tutto al lunedì successivo. Domani potrebbe essere il giorno della verità . Di certo si è di fronte ad un bivio: andare avanti o rinviare tutto, norma salva-Sallusti a parte, a tempi più pacifici. (ANSA).