Cinema

05 novembre 2012 | 11:03

FESTIVAL ROMA: MULLER, PARTIAMO MA E’ SOLO L’INIZIO

CRISI C’E’ MA ESTERO CI DA’ FIDUCIA, NO A CRITICHE A PRIORI

(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 2 NOV – “E’ solo l’inizio”: Marco Muller, direttore del Festival di Roma (9-17 novembre), a una settimana dall’inizio della settima edizione, la prima sotto la sua cura, fa il punto sul programma che attende ancora due film sorpresa (“li annunceremo tra martedì e mercoledì a processo di censura concluso”, dice) e sul clima intorno. Il suo progetto – un festival di prime mondiali, con nomi importanti e con iniziative che durano per la città  anche in altri mesi dell’anno – è in divenire: “non è un numero zero ma certo il prossimo anno andrà  meglio: abbiamo sofferto per essere partiti solo poco prima dell’estate, quando i giochi internazionali sono fatti, ma ho, a costo di gravi rinunce, mantenuto il punto sulle prime internazionali, sono 61 e ne vado fiero. Da qui secondo me si parte per farci largo, con il festival di Roma e conquistare un posto al sole tra Toronto e il Sundance e Berlino”, dice all’ANSA. Scommettere sui film che avranno futuro è il pallino di ciascun direttore di festival, lo è di Thierry Fremaux a Cannes, di Alberto Barbera a Venezia e di Marco Muller a Roma (come ieri a Venezia): così The Motel Life di Gabriel e Alan Polsky, Marfa Girl di Larry Clark, A Glipse Inside the mind of Charles Swan III di Roman Coppola, Populaire di Regis Roinsard, Mental di P.J. Hogan, sono tra i titoli da tenere d’occhio. “Risorse per 12 milioni di euro sono un budget per un grande festival che si fa notare all’estero, se fosse un evento solo cittadino, per quanto bello, dovrebbe costare la metà . Il futuro ci dirà  quale formula è più giusta”, dice Muller. La crisi economica, sarebbe assurdo il contrario, pesa anche dalle parti dell’Auditorium Parco della Musica: convincere gli operatori stranieri a venire, fare evento, trovare sponsor, ‘investire’ è una scommessa ancora più grande di questi tempi. In questo senso avere convinto uno degli studios a presentare a Roma Bullet to the Head di Walter Hill con Sylvester Stallone, che in America uscirà  a febbraio” è, sostiene Muller, una vittoria”, anche se la stampa in qualche caso ci ha ridacchiato su. La crisi economica morde ovviamente anche in Italia, gli spazi intorno all’Auditorium, gli eventi ‘mondani’, il glamour che richiama intorno a ciascun festival è inevitabilmente non sfavillante. Così come stretti sono i cordoni delle borse dei distributori italiani, a cominciare da Medusa e 01. “I festival si giudicano alla fine, le critiche a priori su film scarsi, poche star, le ho sentite nella mia carriera tante volte, smentite nei fatti”, risponde preferendo parlare del Maxxi, il museo delle arti contemporanee che non solo sarà  una sede del festival ma anche una sezione vera e propria, CineMaxxi, con una sua fisionomia ‘ponte’ tra cinema e arti visive “con firme illustri come Kaurismaki e Oliveira di Centro historico e Wenders di Invisible world” che hanno accettato di esserci. Il mercato è una chiave importante: “convincere i distributori a portare film che potrebbero non uscire mai in Italia di questi tempi è molto difficile, sapere che arriveranno mi conforta, fare da trampolino di lancio, ottenere un primo riscontro da Roma è la nostra carta internazionale più grande da giocare. Lo snodo del mercato è importante, dialoghiamo anche con il mercato delle piattaforma on demand e delle reti tv cavo, questo è fondamentale per film che in sala avranno riscontri relativi rispetto alla domanda di home video”. Dunque le presenze sono in aumento? Risponde affermativamente Muller e sottolinea che “sono migliaia i giovani che chiedono gli accrediti e ci seguono sui social network”. E magari avrebbero voluto Lincoln di Spielberg che esce proprio in questi giorni: “Gli americani non l’hanno dato, il lancio era troppo legato al contesto delle elezioni Usa”, rivela. E il nuovo Ang Lee, Vita di Pi, come mai Roma se l’é fatto sfuggire? “Anche qui è stata fatta una scelta domestica: dopo la presentazione al Ny film festival, arriverà  in Europa per il lancio a novembre a Parigi, ma io ci ho rinunciato: da me solo prime mondiali”. (ANSA).