Editoria

06 novembre 2012 | 11:43

Giornalisti: Asr, riformare legge 416. Da editori piani inconsistenti

(ASCA) – Roma, 6 nov – Gli editori tentano di scaricare il costo della crisi tagliando i posti di lavoro, mentre e’ urgente una riforma della legge 416, e vanno contrastati ulteriori impoverimenti delle professionalita’ nei giornali. ”Il direttivo dell’Associazione Stampa Romana sottolinea con forza come prosegua e, per certi versi si aggravi, il difficile momento dell’Editoria del Lazio e di quella italiana in generale. In particolare lo sciopero dichiarato dai giornali del Gruppo l’Espresso, segnala come i grandi gruppi editoriali siano tentati di proseguire sulla strada della riduzione del costo del lavoro, in particolare quello giornalistico, come unico strumento di governo della crisi”. Proprio per questo, l’Asr, denuncia ”l’assoluta inconsistenza di piani di rilancio delle testate e l’assenza pressoche’ totale di ricerca di modelli di business o di prodotti adatti ai nuovi scenari digitali. In questo contesto e’ inaccettabile la richiesta di nuovi stati di crisi con ulteriori perdite di posti di lavoro che impoverirebbero ancora di piu’ le testate sotto il profilo delle professionalita’, abbassando la soglia della qualita’ e minando definitivamente l’informazione nel suo dovere di completezza al servizio dei cittadini”. L’Asr inoltre suggerisce ”alla Fnsi di insistere con forza per aprire il tavolo piu’ volte richiesto con Governo e FIEG, ma anche con gli altri soggetti del mondo editoriale, sul quale affrontare la crisi del settore in una prospettiva di sviluppo, con adeguate strategie e finanziamenti”. Infine il sindacato dei giornalisti sottolinea ”come non sia piu’ rinviabile una radicale riforma delle leggi di sistema (416 e sue modificazioni, ma anche legge Gasparri e norme antitrust) per modernizzare il settore, sviluppare nuove iniziative, far crescere le professionalita’ anche utilizzando lo strumento della formazione”. L’Asr ”chiede in ultimo alla Fnsi di porre immediatamente la questione della modifica delle regole che sovrintendono alla concessione degli stati di crisi. In particolare vanno cambiati i due decreti che portano la firma del Ministro Maurizio Sacconi e che si sono rivelati inefficaci nel governo degli stati di crisi. Queste disposizioni hanno di fatto concesso mano libera agli editori nel taglio dei posti di lavoro, anche a fronte di bilanci non disastrosi e, in alcuni casi, persino in attivo”. L’Asr ”sfida gli editori a un’inversione di marcia che esalti le loro capacita’ imprenditoriali, magari guardando anche a virtuosi modelli europei o d’oltreoceano. Non e’ piu’ accettabile che l’unico scopo dei vari management sia distribuire dividendi agli azionisti e bonus a se stessi con scarsissima attenzione al valore e alla qualita’ dei prodotti informativi”. E ricorda ”ai Comitati di redazione e Fiduciari e a tutti gli organismi sindacali della categoria che e’ necessario vigilare e denunciare con tempestivita’ l’utilizzo indebito di colleghi assunti con contratti diversi dal vigente Cnlg, lo sfruttamento dei colleghi collaboratori esterni e l’impiego di giornalisti pensionati, magari in ruoli dirigenziali. Fatto, quest’ultimo, che impedisce sia il normale turnover aziendale, sia le progressioni di carriera dei colleghi, sia soprattutto la stabilizzazione dei tantissimi collaboratori esterni”.