Editoria, New media

15 novembre 2012 | 17:04

Editoria: Milano, informazione online tra problemi e opportunità 

MILANO (ITALPRESS) – Informazione online, Social network, web TV e rapporto con i media tradizionali, sono stati al centro del Convegno “L’Informazione online: problemi e opportunita’”, che si e’ svolto in mattinata al Circolo della Stampa di Milano.
L’appuntamento, promosso dall’Associazione Lombarda dei giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e’ stato anche l’occasione per fare il punto sulla grande diffusione che sta vivendo il giornalismo online ed analizzarne limiti e opportunita’. La tavola rotonda e’ stata divisa in tre parti, la prima ha esaminato l’esperienza dei giornali on line in senso stretto, il secondo blocco ha trattato l’informazione televisiva e il rapporto con i nuovi media, e il terzo le questioni legali e normative ancora aperte. Angelo Maria Perrino, Direttore di Affaritaliani.it, ha fatto un breve excursus sulla storia del giornalismo italiano, partendo dalla lotta tra De Benedetti e Berlusconi per dividersi l’informazione, passando per il duopolio Rai e Mediaset, fino al superamento dello stesso e la nascita di “Raiset”, alla scomparsa della liberta’ di stampa, a causa della tanto ricercata “skill della fedelta’ al padrone” che, a suo dire, avrebbe sostituito “il merito”. Perrino ha poi parlato della nascita dell’informazione online a meta’ degli anni novanta, “che ha aperto nuovi spazi informativi”, anche se ad oggi, complice anche la crisi della raccolta pubblicitari e dell’editoria, “scarseggiano nuove iniziative editoriali”.
Bisognerebbe che editori, giornalisti, lettori, centri media, governo e parlamento varassero “un pacchetto incisivo” a sostegno di nuove iniziative editoriali, con misure concrete: meno tasse nei primi anni di vita dell’impresa editoriale, estensione delle agevolazioni tariffarie, incentivi per fusioni e accorpamenti, credito agevolato, creazione di un fondo pubblico di venture capital e possibilita’ per le testate online di ospitare pubblicita’ legale. “Dobbiamo riunirci per ridiscutere il ruolo dell’informazione e stimolare la nascita dei Mondadori e dei Rizzoli del terzo Millennio perche’ cio’ incrementerebbe il pluralismo e la trasparenza del sistema”, ha concluso.
Davide Gorni, Responsabile online del Corriere della Sera Milano, ha spiegato che spesso i giovani gli domandano se sia meglio il giornalismo cartaceo o quello online. “E io rispondo con una metafora, e’ meglio correre i 100 metri piani o la Maratona?”, ha detto, spiegando che “non si puo’ scegliere, ma bisogna integrare le due prospettive”. “Ci troviamo in una nuova era del giornalismo – ha continuato – perche’ con l’online e’ cambiato il rapporto col lettore. Non bisogna piu’ parlare di multimedialita’, ma di intermedialita’, favorendo l’integrazione della carta con l’online” e facendo “convergere la velocita’ tecnologica e la ricchezza delle redazioni”. Gorni pero’ ammonisce: “Servono regole chiare, al di la’ di regole politiche o sindacali, chi pensa come gli editori che si possa fare un giornale senza giornalisti, si sbaglia”.
“Internet non e’ il futuro, e’ una cosa vecchia”, dice in maniera provocatoria Marco Giovannelli, direttore di Varese News, che racconta proprio l’esperienza del suo giornale, basato su “un modello di business ibrido”, attraverso il coinvolgimento di tutti i portatori di interessi presenti sul territorio, “in modo che il giornale desse voce a tutte le istanze del territorio”.
Giovannelli pone la necessita di governare il cambiamento, non di subirlo, attraverso nuovi modelli. “Oggi la maggior parte dei giornali li fanno i collaboratori che sgambettano tutto il giorno”, quindi sarebbe necessario “un nuovo patto di solidarieta’” tra editori, giornalisti contrattualizzati e collaboratori. Di potere dell’immagine, integrazione tra TV e nuovi media, e del caso della riorganizzazione aziendale di Mediaset, ha parlato invece Giovanni Toti, Direttore di Tg4 e Studio Aperto. Toti ha raccontato della grande ristrutturazione che ha cambiato il volto dell’informazione Mediaset, con il passaggio da 3 testate giornalistiche (Tg5, Studio Aperto e Tg4), piu’ una sportiva, alla nascita della struttura della All news 24 Mediaset, una sorta di agenzia di informazione interna al gruppo che produce contenuti “a magazzino e su ordine”, che poi distribuisce a tutti i Tg e ai vari device perche’ “la vera rivoluzione sta nella voce multimedialita’”. Alma Grandin, caposervizio Tg1 online, ha raccontato dell’esperienza della line di tg1 online, dalla nascita nel 2000 con l’allora direttore Gianni Riotta, fino all’era Minzolini. Tra le criticita’, ha ricordato “la difficolta’ a farsi accettare anche dalle altre testate” e la necessita’ “di regole specifiche per chi lavora nell’online”, dove a suo dire “ci sono ancora tante opportunita’ di lavoro”.
L’ultima parte ha visto l’intervento di Letizia Gonzales, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Milano, che ha citato una ricerca condotta dal sociologo Enrico Finzi, che ha stimato l’aumento dei lettori web dai 16 milioni del 2009 ai 20 milioni del 2012. “Si tratta di un aumento quantitativo” ha precisato la Gonzales, che ha puntato il dito “contro la devastazione a cui abbiamo assistito negli ultimi anni per colpa di una velocita’ eccessiva nel dare le notizie”. Se, come aveva detto in apertura il consigliere regionale del PD Fabio Pizzul, “grazie al web tutti i media stanno vivendo una nuova primavera”, non sono pochi i problemi aperti che restano da risolvere, uno su tutti, quello del “diritto all’oblio”. “Da questo punto di vista la rete e’ il posto dove nulla si dimentica” spiega Francesco Cajani, magistrato del pool reati informatici della Procura di Milano, e cita un caso emblematico: “Quando il Corriere ha deciso di aprire il proprio archivio online e’ successo un disastro”. E ancora, ci sono anche da definire giuridicamente diverse figure, importanti in rete. “I blogger che aumentano sempre piu’ e che piu’ di altri creano problemi e stimolano la riflessione”.
La sfida a questo punto e’ dunque anche legislativa, cercare di adeguare le normative vigenti, vetuste e per certi versi superate, (la legge sulla stampa e’ del 1948, ndr) alla velocita’ dello sviluppo della rete e dei nuovi media, che sono in continua, costante evoluzione.