Editoria, Televisione

19 novembre 2012 | 15:10

SCUOLA: INCHIESTA REPORT; ANIEF, VERGOGNA NAZIONALE

SI DIROTTINO QUEI FONDI PER SBLOCCARE SCATTI ANZIANITA’

(ANSA) – ROMA, 19 NOV – L’inchiesta della trasmissione Report “ha messo in luce una vicenda gravissima: da una parte si chiede a tutti coloro che sono coinvolti nella scuola, dal personale docente agli Ata, dagli studenti alle famiglie, di affrontare duri sacrifici e di ridurre vergognosamente la qualità  della didattica; dall’altra si elargiscono importanti somme, milioni di euro, a pseudo aziende per produrre dei filmati di cui nessuno conosceva l’esigenza e l’esistenza”. Lo sottolinea l’Anief. “Siamo di fronte a una vergogna nazionale – commenta Marcello Pacifico, presidente dell’Associazione – con i vertici del Ministero dell’Istruzione, a iniziare dal Capo Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, che non possono cavarsela ascrivendo i criteri di scelta e di assegnazione di quei fondi e di altri cinque milioni di euro per la realizzazione di inutili prodotti multimediali a fantomatiche commissioni nate sotto la gestione Gelmini”. L’Anief ritiene che “é ora di finirla: quanto è accaduto é ingiusto e ingiustificabile, ancora di più perché messo in atto dallo stesso staff ministeriale che ha avallato sacrifici tali da mettere in ginocchio la scuola pubblica italiana”. “E’ giunto il momento – sostiene Pacifico – di rendere realmente trasparenti, non solo sulla carta o a parole, le procedure ministeriali di assegnazione delle gare di appalto dei fondi pubblici: oggi con internet queste informazioni si possono rendere accessibili a tutti. E lo stesso vale per i criteri di valutazione e verifica delle risorse assegnate”. Riferendosi anche allo “scandalo, reso pubblico da un ‘corvo’ interno al Miur, dei fondi per la ricerca dirottati su progetti che non avevano i requisiti minimi necessari, in cambio probabilmente di tangenti o altri favori”, l’Anief chiede di “cambiare registro” e “attuare un serio monitoraggio, anche al fine di operare una ricollocazione dei fondi pubblici, sino a oggi sperperati per operazioni che non hanno nulla di formativo o educativo”. “Per recuperare almeno un po’ di dignità  – propone il presidente dell’Anief – si riparta decidendo di finanziare gli scatti di anzianità  e l’assunzione dei precari dimenticati”. (ANSA).