Comunicazione, Editoria

21 novembre 2012 | 10:06

DIFFAMAZIONE: DDL IN AULA, CARCERE GIORNALISTI E MULTE DIRETTORI

(AGI) – Roma, 20 nov. – Il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa torna, secondo il calendario, nell’aula del Senato gia’ da questa settimana. Da giovedi’ dovrebbe ricominciare, infatti, l’esame di un testo che ha avuto un iter abbastanza accidentato. Si torna in aula con la previsione della pena del carcere fino ad un anno, in alternativa alla multa, per i giornalisti condannati per diffamazione a mezzo stampa e con la novita’, messa a punto oggi dal relatore del provvedimento, Filippo Berselli. Questa modifica ulteriormente l’articolo 13 della legge sulla stampa e propone di punire con la multa da 5mila a 50mila il direttore o il vicedirettore responsabile che abbia partecipato con l’autore della pubblicazione alla diffamazione, tant’e’ che e’ stata subito ribattezzata norma ‘salva direttori’.
Benche’ gia’ all’attenzione dell’assemblea di Palazzo Madama, il provvedimento era stato rimandato, il 7 novembre scorso, su decisione della conferenza dei capigruppo, in commissione Giustizia con l’obiettivo di giungere – viste le discordanze verificate in assemblea fra i vari gruppi – a un testo “assai piu’ snello” e condiviso.
Il testo base messo a punto eliminava la pena detentiva e la sostituiva con una multa da 5 mila a 50 mila euro, tenuto conto della gravita’ dell’offesa e della diffusione dello stampato. A sopresa, il 13 novembre, il Senato, con voto segreto, ha pero’ detto 131 si’ alla proposta avanzata della Lega, che il carcere reintroduceva.
Sospeso l’esame del ddl, subito dopo che il Governo era stato battuto su questo punto, e’ stata la conferenza dei capigruppo a calendarizzarlo di nuovo per l’Aula. Ed e’ stato il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, ad annunciare la volonta’ di mettere a punto una nuova norma che escludesse il carcere per il direttore responsabile che non sia il materiale estensore dell’articolo al centro della condanna. Norma messa a punto dal presidente della commissione giustizia Filippo Berselli.
Ora ci sara’ un termine per i subemendamenti. Sul provvedimento pende ancora la richiesta di voto segreto sia per la norma che prevede l’interdizione temporanea dalla professione, in caso di condanna, sia sull’articolo 1 nel suo complesso.