Editoria, Televisione

21 novembre 2012 | 15:07

Rai: Natale (FNSI), azienda è stata troppo tenuta al laccio

(AGI) – Salerno, 21 nov. – La Rai e’ un’azienda che “troppo e’ stata tenuta al laccio, e il primo elemento di competizione o di delegittimazione e’ cio’ che va o non va in onda”. Cosi’ Roberto Natale, presidente della Fnsi, nell’intervento in risposta a quanto annunciato dal direttore generale Rai Luigi Gubitosi al congresso nazionale dell’Usigrai circa i propositi di rilancio del servizio pubblico. “Il conflitto di interessi in Rai e’ gente che giocava a segnare nella propria porta – ha detto Natale – finendo anche con l’essere promossa a grandi incarichi e non invece essere inseguita dai tifosi infuriati per l’autogol…E’ questa quindi la prima grande discontinuita’ che chiediamo al direttore generale: ci metta in condizione di competere”.
Il presidente della Fnsi ha aggiunto che e’ sicuramente “importantissimo” occuparsi di regoole, risorse, “ma cio’ che ci legittima e’ innanzi tutto il nostro prodotto. Per Natale la liberta’ editoriale e’ “un valore anche economico”, come pure e’ importante che “la Rai non vada mai in ferie e sia invece costantemente attenta a quel che accade nel Paese, anche in pieno agosto, e sia pronta ad informare cosi’ come fanno gli altri”. L’esponente della Fnsi e gia’ segretario dell’Usigrai ha aggiunto – rivolgendosi a Gubitosi – “chi ha privato i cittadini del diritto a sapere ha prodotto anche un danno alle casse della Rai. Chiami i responsabili a risponderne. Il direttore generale dia il segno che per il servizio pubblico si apre una nuova grande stagione di autonomia, dove ci sia il rispetto sostanziale della verita’ dei fatti. Ne ha bisogno il Paese perche’ un servizio pubblico con il freno a mano tirato e’ un danno. per troppo tempo c’e’ stato raccontato un paese illusionistico”. Natale ha anche ricordato che il referendum dell’Usigrai che aveva sfiduciato l’allora direttore generale Mauro Masi e’ stata “una dimostrazione d’amore nei confronti del servizio pubblico”, e oggi “bisogna mettere la Rai in sintonia con il Paese. Il servizio pubblico e’ il luogo dove si rispettano le regole, e queste devono valere per tutti, cosi’ come le regole di trasparenza nei percorsi di carriera devono valere per tutti”. Infine l’invito a Gubitosi a “respingere le ingerenze non solo dei partiti ma anche delle cordate che arrivano sino al settimo piano di viale Mazzini”. E, richiamandosi a Ligabue, la sollecitazione al dg: “Niente paura”.