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22 novembre 2012 | 15:39

La via di Sky all’intrattenimento

Zitti zitti hanno costruito una strategia di gioco incrociato tra Sky Uno, canale a pagamento, e Cielo, free sul digitale terrestre. Una palestra televisiva potenziata dai social network che macina audience e che investe in prodotti di qualità  molto elevata.

Non è che a Sky non ci siano problemi, anche la pay tv del gruppo Murdoch risente della tenaglia della crisi. Quest’anno ha perso 140 mila abbonati e il parco sottoscrittori si è ristretto a 4 milioni 860mila, e inoltre secondo quanto risulta dal bilancio di News Corp il trimestre luglio-settembre ha visto calare dell’80% il margine operativo, sceso a 23 milioni di dollari contro i 119 dell’analogo periodo dell’anno precedente. Eppure di fronte a Rai e Mediaset, due giganti un po’ imbambolati, la pay tv guidata dall’amministratore delegato Andrea Zappia appare sicura e intraprendente.
Il caso più eclatante è stato il colpaccio del confronto in vista delle primarie del centrosinistra tra i cinque sfidanti – Pier Luigi Bersani, Laura Puppato, Matteo Renzi, Bruno Tabacci e Nichi Vendola – organizzato da Sky Tg24 e ospitato nello studio di ‘X Factor’, con un inedito formato all’americana in stile quiz show. Disegnato minuziosamente dal direttore Sarah Varetto con la squadra di vertice della pay tv, ha trattato tutti i singoli aspetti con i candidati democratici che però non conoscevano le domande. Sky lo ha già  registrato come format.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 433 – Novembre 2012