Editoria

23 novembre 2012 | 16:38

Editoria: Riffeser, e’ completamente abbandonata a se stessa

MILANO (MF-DJ)–”L’editoria in Italia, ormai, e’ completamente abbandonata a se stessa. Per tamponare la situazione di grande difficolta’ servirebbero provvedimenti anche non onerosi per i conti dello Stato, ma i partiti e il Parlamento sembrano troppo impegnati a tutelare i singoli interessi anziche’ valutare in modo adeguato la criticita’ del settore e le proposte degli editori, avanzate da anni ma dimenticate nei cassetti”. Lo afferma Andrea Riffeser Monti, amministratore delegato e vicepresidente della Poligrafici E., per dimostrare la propria solidarieta’ verso i giornalisti italiani, che hanno proclamato per lunedi’ prossimo, 26 novembre, la giornata del silenzio dell’informazione per protestare contro il progetto di legge sulla diffamazione, in discussione al Senato. Riffeser Monti, anticipando la forma di protesta che aveva annunciato per gennaio, aggiunge che “anziche’ lavorare per tutelare un settore che solo nel nostro Paese contribuisce al sostentamento di centinaia di migliaia di famiglie, dedicano il proprio tempo a promulgare leggi che ledono ed ostacolano la liberta’ di stampa, danneggiando ulteriormente un mercato gia’ reso fragile dalla crisi economica. Personalmente, sono convinto che lo sciopero non faccia altro che accentuare questa spirale negativa, mentre ritengo piu’ utili ed eclatanti forme di protesta alternative, come spostare nell’ultima parte del giornale, pur mantenendo intatti i valori dell’equilibrio e della correttezza dell’informazione, tutte le notizie relative alle campagne elettorali dei singoli partiti (che ormai hanno nauseato i nostri lettori) e alle iniziative parlamentari”. “Resta inteso che, per il momento, non verra’ modificato il risalto dato all’attivita’ operativa del Governo. Un’alternativa efficace allo sciopero di lunedi’, lesivo del diritto all’informazione dei lettori ed ulteriore danno economico per il settore, potrebbe essere quello che definisco uno ‘sciopero selettivo’: non pubblicare per una settimana tutte le notizie relative alle attivita’ parlamentari e dei singoli partiti”, conclude Riffeser Monti. L’invito ad affiancarsi nella protesta e’ rivolto agli altri editori che abbiano a cuore “la salvaguardia della liberta’ di stampa, garantita dalla Costituzione, e di un settore fondamentale per la civilta’ di un paese”.